6 cose utili da sapere sul Matte Painting

Dipingere con minuzia: dalla tecnica originale ai vantaggi del digitale

 

Perdersi nelle ambientazioni oniriche di Inception o volare tra le Montagne Fluttuanti del pianeta Pandora non sarebbe mai stato possibile se gli artisti di questo settore non avessero messo a disposizione la loro creatività.

Perché diciamocelo pure, è la creatività che distingue un bravo utilizzatore di programmi per la grafica da un vero artista. Ma la creatività da sola non è sufficiente, è necessario integrarla con conoscenze e abilità per realizzare lavori davvero eccezionali.

Vediamo quali sono alcune cose da sapere per entrare nel mondo del Matte Painting:

  1. Cos’è e come si è evoluto

Matte Painting, che letteralmente significa Pittura di sfondi, è una tecnica utilizzata da decenni nel mondo del cinema, trovando oggi un largo utilizzo anche nel mondo dei videogames e delle illustrazioni. Consente di raffigurare, con minuzia di dettagli, scenari inesistenti o difficilmente raggiungibili.

La tecnica originale consisteva nel dipingere a mano, su grandi lastre di vetro, gli sfondi necessari da integrare poi all’interno delle riprese live action.

La pittura a mano, da sola, rende l’idea dei lunghi tempi di realizzazione a cui erano sottoposte le produzioni cinematografiche. Non solo, anche un piccolo errore nella sua realizzazione e tutto il lavoro sarebbe andato perduto. Ed è così che si è lavorato fino agli anni ‘80, finché i progressi raggiunti nel campo della computer grafica hanno permesso agli artisti di lavorare direttamente in digitale.

  1. Come si realizza

Il dipinto è stato quasi interamente sostituito da immagini digitali e gli artisti hanno dovuto adattarsi velocemente alla conoscenza e all’utilizzo di programmi per il ritocco delle immagini. Tra questi spicca certamente Photoshop, il software della Adobe che diventa parte integrante del processo. Accompagnato da tavolette grafiche di qualità e soprattutto dalla creatività dell’utilizzatore, garantisce certamente il raggiungimento dei migliori risultati possibili. Se si vuole raggiungere l’eccellenza allora è necessaria una conoscenza professionale di questo eccezionale software.

  1. I vantaggi del digitale

Primo tra tutti la riduzione dei tempi di realizzazione e, vien da se, la conseguente riduzione dei costi. Non solo, commettere un errore oggi non significa dover cestinare tutto il lavoro svolto come avveniva con la pittura manuale, ma la realizzazione è costantemente in divenire.

Il processo da statico diviene dinamico. Le componenti di un paesaggio oggi possono cambiare repentinamente, parallelamente alle intuizioni e ai desideri del creativo che le concepisce.

  1. Fasi fondamentali del Matte Painting:
  • Progettazione e realizzazione di un Concept: E’ questo il momento in cui l’artista si riconosce, il momento in cui può e deve dare libero sfogo alla propria fantasia, integrando elementi nati dalla propria immaginazione con realtà esistenti, potenzialmente ispirate da immagini fotografiche, illustrazioni grafiche o luoghi reali. Dovrà essere fatta un’analisi sugli elementi che dovranno essere presenti in scena, sull’atmosfera, sulla prospettiva e su un eventuale studio del movimento della macchina da presa.
  • Ricerca delle reference: Molti Matte Painter costruiscono e aggiornano continuamente la propria galleria di immagini, partecipando attivamente alla ricerca di luoghi particolari e immortalandoli attraverso gli scatti di una fotocamera digitale o uno smart-phone. Non è raro infatti che questi artisti siano appassionati di fotografia ed abbiano alle spalle una formazione professionale in questo campo. Raccogliere dati di riferimento è una fase basilare del processo e migliore sarà l’immagine di partenza, minore sarà il tempo impiegato per la realizzazione dello sfondo desiderato.
  • Aggiunta di macroelementi: In questa fase è sempre consigliabile iniziare dagli elementi più lontani, ad esempio il cielo sullo sfondo, per poi pian piano integrare gli elementi più vicini. Fondamentale, in questo passaggio, è la cura della profondità (luci, ombre, luminosità etc) in modo che gli elementi più vicini risultino più dettagliati rispetto a quelli lontani.
  • Eventuale correzione del colore: la color correction viene effettuata con Photoshop nella fase di realizzazione. Eventualmente, la correzione può essere effettuata anche in fase di compositing utilizzando i software necessari (Nuke è uno dei migliori).
  1. Gli elementi essenziali

Lo scopo del Matte Painting è quindi quello di realizzare sfondi fantastici e fare in modo che appaiano veri allo spettatore che li guarda.

Per questo un elemento di fondamentale importanza da tenere sempre presente è la prospettiva. Conoscere e capire la prospettiva, i punti di fuga, permette di “naturalizzare” ciò che probabilmente, in natura, non esiste. Tutto questo deve essere accompagnato da conoscenze approfondite sull’utilizzo del colore, dell’illuminazione, della composizione e della profondità, per creare ambienti credibili che dovranno essere perfettamente integrati nel film o negli spot televisivi.

  1. Il Matte Painting come lavoro di squadra

E’ importante sottolineare una notevole differenza tra il Matte Painting tradizionale e il Digital Matte Painting.

A differenza del primo la professione del creativo digitale non è sicuramente da catalogare come lavoro individuale.

Il Digital Matte Painting fa parte di un processo di creazione strettamente connesso ad altri settori degli effetti visivi, come il compositing, la texturing e l’animazione 3D tra i tanti. Tutto sotto lo stretto controllo di un Vfx Supervisor, in grado di coordinare la squadra e dirigerla in modo da creare sì un prodotto all’altezza delle sue aspettative, ma soprattutto in grado di regalare allo spettatore quell’illusione di verità che ci tiene sospesi tra il reale e il fantastico.

E per finire ecco alcune curiosità sul mondo del Matte Painting

La compresenza tra metodo tradizionale e innovazione digitale in uno dei maggiori capolavori cinematografici:

E’ il 1997 e nelle sale cinematografiche spopola Titanic.

Il film racconta del tragico epilogo del transatlantico che, a seguito di una collisione con un iceberg, affonda nell’Oceano Atlantico agli inizi del ventesimo secolo.

In questa pellicola è possibile riconoscere una delle ultime formali coesistenze tra il Matte Painting e il Digital Matte Painting.

Infatti, in una delle scene finali del film, la nave Carpathia (per chi non conoscesse la storia è la nave arrivata per prima in soccorso ai naufraghi del Titanic) è un elemento dipinto manualmente, in una immagine che include elementi digitali come iceberg CG e un cielo sullo sfondo dipinto digitalmente.

Un esempio di costruzione delle reference dal successo planetario: L’Albero della Vita nel capolavoro Avatar:

All’Ashikaga Flower Park in Giappone esiste un glicine ultrasecolare i cui rami sono sorretti da impalcature costruite appositamente per sorreggerli.

In questo modo viene creata una vera e propria cascata di fiori viola che scendono giù come dal cielo.

La fotografia dell’albero scattata dal designer britannico Peter Lourenco durante un viaggio ha dato al regista di Avatar, James Cameron, lo spunto per la realizzazione del suo film.