Cos’è la motion graphic (e come è nata)

Si fa presto a dire grafica in movimento… Scopriamo meglio caratteristiche e storia di questa forma d’arte, che viene da lontano

 

Molti anni orsono, ci fu un’epoca in cui l’unica forma di design grafico conosciuta era unicamente quella piatta e statica.

Poi ha fatto la sua irruzione la motion graphic, e da quel momento in poi nulla è più stato come prima.

Come si può intuire traducendo il termine stesso dall’inglese, motion graphic significa grafica in movimento: ovvero l’arte del design trasportata su un piano multimediale, grazie all’unione dei fattori spazio e tempo. In parole povere, praticamente ogni progetto all’interno del quale è presente un elemento grafico che si muove è un’opera di motion graphic.

 

Cosa fa un designer di motion graphic

Gli artisti di motion graphic sono dunque in grado di dare vita alle grafiche statiche con l’utilizzo di effetti visivi, animazioni e tecniche cinematiche, in modo da realizzare un prodotto interessante e coinvolgente.

Il loro obiettivo è uno solo: comunicare un messaggio, o suscitare una risposta emotiva, da parte del loro pubblico.

Per riuscirci, naturalmente, hanno bisogno di cercare costantemente idee originali e innovative per far muovere le loro grafiche, combinando tra loro componenti audio, video, fotografie, animazioni e illustrazioni. I risultati, in compenso, possono essere i più vari: dai titoli di coda di un film ai video musicali, dalle grafiche televisive ai menu per i Dvd, dagli spot pubblicitari ai videogames, dai loghi animati per i siti Internet alle pagine web interattive, fino alle presentazioni aziendali.

 

Motion e software

 

Le capacità che un artista di motion graphic deve possedere sono vaste e variegate: non solo le basi del design grafico, ma anche una profonda conoscenza dei più recenti software specializzati, oltre alla capacità di interagire con altri artisti e designer nonché, ovviamente, con i computer.

Ma la dote principale rimane quella richiesta nella produzione di una qualsiasi opera d’arte: ovvero la creatività.

I principali software utilizzati dai designer di motion graphic sono di certo Adobe After Effects, Flash o anche Cinema4D.

Ma, come è ovvio, la nascita di nuovi programmi è quasi quotidiana.

Quello che hanno tutti in comune, comunque, è la capacità di combinare video, testi, musica, parlato, visualizzazione di dati, effetti speciali e perfino animazioni 3D.

Questo è il modo più moderno con cui, oggigiorno, gli artisti di motion graphic continuano a realizzare il loro obiettivo: quello di infondere un soffio di vita in un contenuto grafico che, senza di loro, rimarrebbe tristemente ed inevitabilmente statico.

 

Storia ed evoluzione della motion graphic

 

Se vogliamo partire da lontano, potremmo anche far risalire la storia della motion graphic a molto prima dell’invenzione dell’elettronica e dei nuovi media. Pensiamo alle presentazioni su libri animati o zootropi, in uso già nell’800, che certamente si possono far rientrare nella suddetta definizione di grafica in movimento.

Naturalmente fu l’industria del cinema a dare inizio alla sua evoluzione verso una forma d’arte più precisa e raffinata: merito soprattutto dei pionieri delle sequenze dei titoli di testa come Saul Bass ed Elaine Bass.

I loro lavori (presenti in alcuni classici del grande schermo degli anni ’50-60 come L’uomo dal braccio d’oro, La donna che visse due volte, Psycho, Tempesta su Washington) avevano infatti la capacità di comunicare l’atmosfera del film tramite l’utilizzo di grafiche molto semplici.

Ma il primo a riconoscere il ruolo di questa forma d’arte e ad iniziare ad indicarla con questo termine fu John Whitney, uno dei padri dell’animazione su computer, che nel 1960 fondò la sua azienda che si occupava di creare proprio sigle per la televisione e il cinema, il cui nome era, per l’appunto, Motion Graphics Inc. Già negli anni ’70, Whitney iniziò ad utilizzare processi digitali per il suo lavoro: la motion graphic moderna era ufficialmente nata.

Naturalmente, anche dopo questa data, la motion graphic non smise di essere realizzata anche con le tecniche di animazione tradizionali, ma mentre queste restano ancora oggi assai costose e lente da mettere in pratica, la diffusione degli strumenti computerizzati ha progressivamente e fortunatamente reso questa forma d’arte sempre più accessibile.

 

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