Disney: storia di un colosso dell’animazione.

Walt Disney: il genio da cui tutto ebbe inizio

 

Walt Disney è uno dei personaggi più conosciuti a livello globale. Chiunque, almeno una volta nella vita, ha sentito parlare di lui o di uno dei suoi fantastici personaggi. Le avventure di Topolino, Pippo e Paperino ci accompagnano da quando eravamo bambini, e ancora oggi probabilmente riescono a strappare un sorriso anche a chi tanto piccolo non lo è più.

Ha rivoluzionato il mondo del cinema, portando sugli schermi, in maniera inedita, storie vecchie e nuove che sono diventate parte integrante della nostra cultura. Ma vediamo chi era Walt, cosa ha creato, quale eredità ha lasciato e cosa è diventato oggi il mondo da lui immaginato.

Nato all’inizio del secolo scorso diverrà il più grande innovatore nel mondo cinematografico. La sua infinita fantasia lo porta a creare mondi fantastici in cui il lieto è un obbligo. Infatti riadatta positivamente tutte le fiabe da lui prodotte, forse per esorcizzare le sofferenze patite in età infantile quando era costretto a lavorare nei campi o quando, in notturna, aiutava il padre nella consegna dei giornali.

Per sfuggire a queste condizioni, a Kansas City, troverà lavoro come ritagliatore di immagini in una società che si occupava di animazione. Probabilmente è attraverso questa esperienza che il giovane Walt ha il vero primo colpo di genio, che lo porterà ad essere la leggenda che è ancora oggi.

L’intuizione sta nell’ipotizzare che se avesse trovato il metodo di muovere quelle immagini statiche e immobili impresse sulla carta, creando il primo lungometraggio animato e con il sonoro, avrebbe certamente rivoluzionato il mondo del disegno. Attraverso una cinepresa presa in prestito parte con i primi esperimenti e con tenacia riesce ad aprire uno studio in cui realizza i primi cortometraggi, che gli apriranno le porte per il paradiso.

Invia i suoi lavori alle case di distribuzione e tra tutte è la Universal che, per prima, intuisce le potenzialità di questa grande innovazione, tant’è che presto poté mettere su un vero e proprio studio di produzione. Le cose presero una piega diversa quando cambiarono i vertici della Universal. Costretto a tagli di budget consistenti e imprigionato nel contratto con la Universal che, di fatto, era proprietaria dei suoi personaggi, decise di inventare un personaggio nuovo, tutto suo: signore e signori, ecco a voi Mickey Mouse.

È il 1928 quando per la prima volta viene proiettato in un teatro di New York un breve cartone animato intitolato “Plane Crazy”, il cui protagonista è un topo autore di gesta divertenti che fanno sorridere lo spettatore. Da questo momento in poi tutto è in discesa.

Produce “Biancaneve e i sette nani”, che gli frutta un introito colossale pari a circa 8 milioni di dollari (che al tempo erano una cifra spropositata), apre gli Studios in California (dove risiedono ancora oggi), vince il suo primo Oscar (col cortometraggio “Flowers and trees”), apre il primo parco giochi a tema (Disneyland) e realizza i primi programmi per la televisione.

La sua morte, avvenuta nel 1966, ebbe una risonanza globale, la notizia riecheggiò in tutti gli angoli del mondo.

Walt Disney Company: la più grande multinazionale attiva nel mondo dell’intrattenimento

 

Oggi la Walt Disney Company è la più grande multinazionale attiva nel mondo dell’intrattenimento, operando in ben quattro divisioni: la Walt Disney Studios, dedicata al settore musicale, cinematografico e teatrale; la Disney Park and Resort, dedicata alla gestione dei parchi a tema; la Media network, dedicata al settore televisivo; la Disney Consumer Products and Interactive Media, dedicata al merchandising a marchio Disney e ai settori internet, mobile, social media e videogiochi.

La grandezza di questa enorme società è certamente dovuta alla prima grande intuizione del suo fondatore, ma ha avuto una evoluzione continua anche grazie alle scelte dei suoi successori che, attraverso specifiche strategie di marketing, hanno fatto in modo di rendere il “mondo delle fiabe” sempre attuale e grandioso. Infatti, pur essendo stata ancorata per lungo tempo ad una produzione classica, l’animazione a mano, la compagnia ha avuto l’audacia di cambiare prospettiva e adattarsi ai cambiamenti sociali e tecnologici in atto negli ultimi anni.

Dopo qualche “flop” al box-office di alcuni suoi recenti film d’animazione, la Disney ha deciso di intraprendere un nuovo percorso, creando e sviluppando animazioni totalmente create al computer.

Il connubio con la Pixar e la rivoluzione dell’animazione

 

Il primo film realizzato in questo senso è stato Chicken Little, prodotto e rilasciato nelle sale nel 2005. Il processo di modernizzazione delle tecniche di produzione dei film di animazione della Disney si devono, in un certo senso, alla Pixar, casa di produzione cinematografica specializzata in CGI e la prima casa ad aver realizzato un lungometraggio interamente in computer grafica.

Nata da una divisione dalla Lucasfilm, fu acquisita dal padre della Apple, Steve Jobs, e diventa indipendente con il nome di Pixar Animation Studios. Pur sviluppando animazioni di grande livello, la Pixar in realtà aveva come scopo principale quello di pubblicizzare computer. Le animazioni servivano infatti per dimostrare le grandi prestazioni che i computer potevano raggiungere.

Nel frattempo la Disney aveva in cantiere la lavorazione di un nuovo lungometraggio e decise di avvalersi della collaborazione della Pixar. Da questa collaborazione nasce il primo lungometraggio animato e realizzato completamente in computer grafica: Toy Story (1995). Da questo momento in poi tutti i lungometraggi della Pixar sono stati realizzati in collaborazione con la Walt Disney Pictures. Nel 2006 la Pixar diviene a tutti gli effetti proprietà della multinazionale The Walt Disney Company, dando vita a capolavori del calibro di Inside Out e Alla ricerca di Dory.

L’ultimo lungometraggio targato Disney – Pixar è da poco uscito nelle sale cinematografiche di Messico e Stati Uniti ed è atteso in Italia il 28 Dicembre. Stiamo parlando di Coco, il film di animazione che porta con sé diverse particolarità 😉

RenderMan: uno dei motori di rendering più avanzati sviluppato dalla Pixar

 

Merita una menzione a questa storia il software sviluppato e utilizzato dalla Pixar per la realizzazione dei suoi capolavori, che sicuramente ha regalato una marcia in più alla lavorazione dei suoi lungometraggi. Parliamo di RenderMan, uno dei motori di rendering più avanzati e versatili, che è anche un plug-in compatibile con i più importanti software di animazione 3D come Maya.

Questo software è stato utilizzato per creare alcuni degli effetti visivi più spettacolari delle produzioni hollywoodiane, quali Avatar, Titanic e Il Signore degli Anelli tra gli altri. Questo programma innovativo ha permesso ai suoi sviluppatori di ricevere un “Oscar al merito” per il loro contributo alla computer graphics applicata al cinema. Da qualche anno ne è stata resa disponibile una sua versione con incluse tutte le funzionalità.

RenderMan è oggi disponibile a tutti per uso non commerciale.