I cartoni della nostra infanzia diventano live action

Da “Dumbo” a “Il re leone”, i personaggi animati si trasformano in attori in carne ed ossa, grazie alla CG

 

Quelli che un tempo erano bambini che sognavano di fronte ai cartoni animati, oggi sono diventati adulti che muoiono dalla voglia di rivivere quelle stesse emozioni al cinema.

La Disney lo sa bene e non ha certo intenzione di farsi scappare questo nuovo mercato potenzialmente redditizio: per questo, dopo Il libro della giungla e La bella e la bestia, sono in arrivo almeno una dozzina di nuovi film, remake o sequel degli originali d’animazione, che daranno vita a quei personaggi che fino a ieri erano solo disegnati in due dimensioni.

 

Tutti i remake dei film d’animazione in live action

Il primo della lista è “Christopher Robin”, in uscita il 3 agosto, ovvero la versione live action (ovvero con interpreti in carne ed ossa) di Winnie the Pooh (animato per la prima volta nel 1966).

Il vero protagonista di questa pellicola non è più l’orsetto che abbiamo imparato a conoscere, ma il bambino divenuto adulto. Come tutti noi è cresciuto e ha dovuto mettere da parte la sua immaginazione ormai perduta per far spazio ad obblighi e razionalità.

Non solo un riadattamento quindi ma un vero e proprio nuovo capitolo in cui sia lo spettatore che i protagonisti sono cresciuti, evoluti e invecchiati. Incomincia così una nuova avventura grazie a dei vecchi amici.

Il prossimo 29 marzo arriverà nelle sale cinematografiche anche “Dumbo”,che tutti noi ricorderemo dal cartone animato del 1941, con la nuova pellicola diretta da Tim Burton.

L’impresa non è affatto semplice, ma per questo amato regista non è il primo battesimo con una live action, fu proprio lui a farci cadere nella tana del bianconiglio con Alice in Wonderland.

Come lo stregatto, anche il nostro Dumbo e gli altri personaggi a quattro zampe non saranno interpretati da autentici attori, ma sarà dato alla computer grafica l’arduo compito di non farci sentire la mancanza di quella magia che ci ha fatto piangere da bambini.

Recentemente sono iniziate le riprese anche di Aladdin, realizzato da Guy Ritchie, la cui uscita è prevista per il 24 maggio 2019.

E nel luglio dello stesso anno approderà in sala anche il remake di un altro grande classico come “Il re leone”, il cui regista sarà Jon Favreau, lo stesso de Il libro della giungla.

Ma sono già allo studio anche tanti altri titoli, da “Mulan” a “La spada nella roccia”, da Cenerentola a Biancaneve, da Peter Pan a Pinocchio, dalla Sirenetta a Lilli e il vagabondo.

Questo trend, insomma, sta guadagnando una popolarità sempre maggiore, anche se non si tratta di una novità assoluta: già negli scorsi anni, infatti, non sono mancati i film in live action basati su cartoni, alcuni dei quali si sono rivelati degli autentici piccoli capolavori.

Pensiamo ad esempio a I Flintstone (1994), Mr Magoo (1997), L’ispettore Gadget (1999), Scooby Doo (2002), tutti ispirati a serie a cartoon di grande successo.

Oppure a Casper (1995), tratto da un corto animato che risale addirittura al 1945, o più recentemente ai Transformers (2007).

 

Com’è difficile dar vita ai film animati

Benché i precedenti in tal senso non manchino, insomma, adattare un film d’animazione in una pellicola con veri attori resta comunque un’operazione molto complessa e spinosa che, non a caso, ha condotto nel passato anche a numerosi fallimenti. E questo non soltanto per motivi di sceneggiatura (raramente gli adattamenti si rivelano all’altezza delle storie che li hanno ispirati), ma soprattutto per ragioni puramente visive.

I personaggi dei cartoni animati hanno un loro aspetto distintivo e ben riconoscibile, quello con cui li hanno disegnati gli artisti: pensiamo ad esempio a Jafar, il cattivo di Aladdin, con la sua tipica faccia lunga e la barba a zig-zag.

Questo è il volto che gli spettatori si aspetteranno di vedere anche sullo schermo del film, ma è difficile, se non impossibile, trovare un attore che realmente gli assomigli.

Per ovviare a questo problema, talvolta, i registi applicano ai remake uno stile diverso e personale: ma anche questo intervento creativo non può comunque spingersi oltre un certo limite, per non compromettere l’effetto nostalgia. L’equilibrio da rispettare, dunque, è particolarmente delicato e fragile.

Per fortuna, a dare una mano a questo genere di produzioni sono intervenute le ultime innovazioni tecnologiche nei campi della CGI e dei VFX, decollate a ritmo esponenziale negli anni più recenti.

Se il film La carica dei 101 – Questa volta la magia è vera del 1996 (basato sul cartone animato del 1961), palesava ancora dei limiti evidenti, infatti, solo un decennio più tardi “Il libro della giungla” è arrivato addirittura a meritarsi un Oscar nella categoria Migliori effetti visivi.

La giungla piena di animali parlanti è stata ricreata alla perfezione dalla Disney al computer: una vera e propria magia virtuale. Anche in questo caso è meglio non esagerare: un uso eccessivo ingiustificato della  grafica digitale potrebbe distrarre lo spettatore dalla storia.

Ma quando queste tecniche vengono applicate sapientemente, allora producono degli autentici capolavori. Capaci di farci rivivere con la fantasia quei cartoni animati che ci affascinavano da bambini, e allo stesso tempo di farci più facilmente identificare con i personaggi in carne ed ossa. E garantendo anche (non è certamente un dettaglio, per l’industria del grande schermo) successi sicuri al botteghino.