Alejandro Burdisio è un illustratore, fumettista Argentino.

Burda, questo il suo nome d’arte, ha affinato le sue doti da illustratore contemporaneamente allo svolgimento della sua attività professionale principale; infatti da oltre vent’anni lavora come architetto-illustratore nel suo studio di grafica architettonica.

Non pienamente soddisfatto delle immagini iperrealistiche che realizzava per il suo lavoro decise di impiegare il suo tempo libero nella creazione di immagini creative digitali. La sua prima ispirazione proviene dai lavori di fantascienza di  Juan Giménez che lo porta a realizzare scene futuristiche che impegnano la mente attraverso la fusione tra la pura immaginazione e gli elementi reali del mondo di tutti i giorni.

La sua passione per il disegno nasce fin da bambino, quando accompagnava la madre a fare le sue commissioni e nell’attesa trovava sempre un angolino in cui sedersi e disegnare sul quaderno che portava sempre con sé. Ma la sua formazione artistica “ufficiale” arriva molto più tardi, finito di prestare servizio nell’esercito, quando inizia a prendere lezioni di pittura e si iscrive ad un corso di graphic design.

Continua con l’architettura, grazie alla quale impara a conoscere la prospettiva, a comprendere lo spazio ed a riconoscere ciò che lo circonda: la sua città. Inizia a sviluppare le sue capacità di osservazione e a cogliere i dettagli, costruendo una visione di immagine nel suo insieme. E con questo si intende non solo visivamente, quanto anche e soprattutto concettualmente. Infatti uno dei maggiori insegnamenti che Burda vuole trasmettere ai suoi studenti è andare sempre al di sotto della superficie delle cose, è essere consapevoli di ciò che li circonda, includendo anche le connotazioni sociopolitiche ed economiche della realtà in cui si vive.

Molte delle sue creazioni infatti rappresentano mondi definiti dall’iconografia di un particolare periodo storico dell’Argentina (l’era Peròn), proprio perché il paesaggio urbano è stato plasmato in quel periodo e questo è ciò che lui stesso chiama “Universo Chatarra”.

Sono molti gli artisti che ammira, tra cui Sergey Kolesov, Craig Mullings, Fen Zhu, Frank Frazetta e Moebius. Nel 2014 è stato l’artista dell’anno di Robot, una rivista di fantascienza fondata da Vittorio Cutroni nel 1976, firmandone le tre copertine.

Cartoonist nell’anima e futurista nello stile, questo artista d’oltre oceano fonde magistralmente meccanismi vintage ed elementi tecnologici, dando luogo ad una sorta di rielaborazione dello sci-fi anni 50’ dove accesi colori pastello e forme bombate predominavano su tutto.

Non particolarmente predisposto all’utilizzo dei social ha solo un punto debole, il disegno di piedi e scarpe. Un piccolo difetto che, di fronte a questi bellissimi lavori, è facilmente perdonabile.

Alejandro Burdisio (Burda)

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