Gatta Cenerentola trae certe suggestioni dalla fiaba omonima di Gianbattista Basile e le riusa mettendole a disposizione degli strumenti e del linguaggio cinematografici.

La scelta di attingere alla tradizione del Basile, tra gli altri motivi, deve avere a che fare con la volontà di instillare nello spettatore la preliminare consapevolezza che ciò che sta per vedere, riguarda l’universo napoletano. Infatti, Napoli anche non apparendo mai, se non in qualche fotogramma fuggevole, è sempre di fronte allo schermo: la nave nella quale è ambientato il film sembra essere il posticcio della città.

Di Napoli, Gatta Cenerentola racconta miserie e nobiltà, come vuole la tradizione da Eduardo Scarpetta in poi. Il ritmo della narrazione segue quello ondulatorio della nave, culla lo spettatore che, affascinato e insieme stordito, si domanda come estreme bellezze e bruttezze della città possano coesistere ed essere raccontate coi modi e il linguaggio dell’animazione.

Questa, infatti, tradizionalmente rimanda a mondi di fantasia piuttosto che ad universi reali e a tematiche a carattere “politico”. Tuttavia l’operazione compiuta dai registi del film – che ricorda un poco quella di lungometraggi quali Una tomba per le lucciole, Valzer con Bashir e Persepolis – punta a smembrare l’idea classica di animazione e a reindirizzarla verso un pubblico adulto, per veicolare messaggi forti e importanti. Ciò che ne risulta è una creazione con un carattere struggentemente poetico che ha origine dal divario tra la squisita raffinatezza dei disegni e la nobiltà e la bellezza napoletane deturpate dagli egoismi criminali.

Contribuiscono alla complessità di questa studiata impalcatura, i personaggi che, ideati con fattezze spigolose, quasi geometriche, tengono chiuse nei loro corpi personalità complesse, erranti, irrisolte e, per questo, fortemente reali, umane. Allo spettatore viene offerta la possibilità di comprenderle, una volta di più, attraverso le splendide musiche che paiono degli specchi parlanti del subconscio dei protagonisti.

Pregio di questo film è anche il bel lavoro di doppiaggio di Alessandro Gassmann, Maria Pia Calzone, Mariano Rigillo, Massimiliano Gallo e Renato Carpentieri.

Gatta Cenerentola candidato agli Oscar 2018, categoria animazione, è un gioiellino dell’animazione nostrana che racconta la sua storia con una delicatezza incisiva e senza mai cadere nella trappola di stonati e pomposi melodrammatismi.

Gatta Cenerentola