Intervista a

Carmine Napolitano

3D Modeler

Ciao Carmine e benvenuto su Nuts!

 

1.  Parlaci del tuo percorso verso la computer grafica.

Ciao e grazie a voi per l’ospitalità.
Da dove cominciare… sin da bambino ho sempre saputo che avrei voluto fare vfx o videogiochi, quindi grafica!
Purtroppo senza una persona che mi sapesse indirizzare in modo corretto ci ho messo un po’ a capire che iscriversi alla facoltà di informatica non fosse propriamente la scelta vincente.
Per cui la mia storia comincia 10 anni fa, all’epoca avevo appena abbandonato l’università, dopo appena 4 mesi e un esame dato (analisi 1).
Ero alla disperata ricerca di un qualche tipo di scuola che potesse formare un ragazzo volenteroso che non sapeva nulla ne’ di grafica ne’ tanto meno di 3d.
Un pò spaesato decido di iscrivermi alla Ilas di Napoli, l’unica all’epoca ad offrire questo tipo di formazione. Così il primo anno frequento il corso di grafica e comunicazione marketing (dato che non sapevo neanche cosa fosse photoshop) e il secondo anno il corso di grafica 3d, dove ho la fortuna di avere come insegnante Giuseppe Improta.
Dopo la mia formazione in realtà ci sono voluti ben 7 anni prima di iniziare a lavorare nel campo dei videogiochi (mio vero obiettivo), questo perchè non appena terminato il primo anno di corso ho subito trovato lavoro come grafico.
La stabilità economica mi ha portato ad allontanarmi dal mio sogno, rilegandolo ad una semplice passione. In quegli anni ho fatto di tutto.

Carmine Napolitano

WEBSITE

Per 3 anni ho lavorato come grafico in un’azienda di petfood, dove disegnavo le loro brochures e i loro package. Poi ho aiutato un amico con la sua startup di servizi legati al mondo del benessere e della salute e qui per necessità mi sono “evoluto” in web designer (imparando linguaggi come php, html5, css e javascript).
Poi qualcosa si è rotto. Il 3d era sempre lì, ogni sera, dopo anche 12 ore di lavoro, ero alla mia scrivania fino alle 3 di notte a studiare e modellare; per cui la decisione. Lascio tutto e ci provo seriamente. Da dove iniziare? non avevo un portfolio e ciò che producevo la sera non era qualitativamente sufficente per presentarsi ad un recruiter, quindi decido di fare il freelancer, il tempo di poter prepare il mio showreel e allo stesso tempo potermi mantenere economicamente.
Mi sono bastati 6 mesi. Mi presento in Milestone, la società di videogiochi più grande d’Italia (mi sono detto se ci devo provare, ci provo per bene) e il resto è il mio presente 🙂

2. Sei 3D Modeler, specializzato in Hard Surface, cosa ami di più di questo settore?

Amo il 3d in generale, in particolar modo l’hard surface perchè impazzisco per tutto ciò che è meccanico (forse perchè mio padre, da bravo ingegnere aereonautico, mi ha trasmesso questa passione).
Ma la cosa che amo di più in assoluto del 3D è la possibilità di rendere reale l’impossibile.
Viviamo in un epoca dove la computer grafica riesce a riprodurre fedelmente la realtà, quindi l’unico limite è la fantasia umana. Il 3D ti da la possibilità di condividere i sogni.

3. Hai lavorato come freelancer, ci racconti un po’ questa esperienza? Quali sono i pro e i contro soprattutto in un paese come l’ Italia, dove emergere non è proprio facilissimo.

Non è semplice da raccontare, cercherò di essere molto schematico.
Pro:
– Hai molto tempo a disposizione per te…
– Se sei bravo, il prezzo lo fai tu.
– L’Italia
Contro:
– …ma quando hai una scadenza, non puoi alzarti e dire lo finisco domani.
– le entrate non sono sempre regolari (a meno che non eroghi un servizio regolare ad uno o più clienti)
– L’Italia
Ho scritto Italia sia nei pro che nei contro perchè il nostro paese è una palestra straordinaria, se riesci a sopravvivere con tutte le difficoltà che sorgono ogni giorno accumuli esperienza e capacità di problem solving che qualsiasi datore di lavoro apprezza, di contro è che certi problemi che ci sono nel belpaese effettivamente esistono solo da noi.
Infine  tre consigli che mi sento di dare a chi ha scelto la vita del freelecer.

1. Non svendersi mai, ma farsi pagare il giusto.
Il cliente dirà sempre che c’è il nipote del cugino della zia della nonna che con 30 mila lire lo fa meglio… ma se è un cliente serio, sa che per un lavoro fatto bene deve pagare.
2. Scegliere bene i clienti. Un cattivo cliente è sempre bene perderlo.
3. Curare sempre il proprio portfolio.
Spesso con i clienti bisogna scendere a compromessi, il loro concetto di bello spesso è distante anni luce dal vostro.
Quindi se i lavori che portate a casa non vi soddisfano, è utile farne dei propri (inventandosi anche le commesse), in modo tale che ci si possa costruire una vetrina appetibile per clienti anche più seri, che cercano proprio il vostro stile.

4. Attualmente lavori per Milestone una delle game house più importanti in Italia. Qual è il tuo ruolo all’interno del team?

Sono entrato in Milestone come semplice Junior Vehicle Artist, a distanza di quasi 3 anni ora rivesto il ruolo di Lead 3D Artist.
Il mio compito è quello di supervisionare il team artist nella produzione dei veicoli e degli ambienti del videogioco. L’ultimo progetto al quale ho lavorato, si chiama Gravel. E’ in uscita a fine febbraio su Ps4, Pc e Xbox One.

5. Quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano durante la creazione di un videogioco?

Sviluppare un videogioco è un processo molto lungo, fatto di tante fasi dove quotidianamente c’è un problema da risolvere che sia artistico, di design o di programmazione.
Un buon gioco è: divertente, bello da vedere e molto fluido.
La maggiore difficoltà è trovare il giusto equilibrio tra questi elementi perchè, a differenza del cinema, nel mondo dei videogiochi bisogna sottostare ai limiti tecnici delle varie piattaforme.

6. Ci racconti come nasce l’idea per il progetto Fly Fiat 1500?

Fly Fiat 1500 nasce nel mio periodo “butto tutto all’aria e ci provo”.
Avevo bisogno di un lavoro serio, un cavallo di battaglia da inserire nel mio showreel e da presentare ad un eventuale recruiter.
Quindi spulciando sull’ormai defunto cghub, trovai questo concept di Alejandro Burdisio e ne rimasi talmente affascinato che mi dissi che lo avrei dovuto assolutamente realizzare.
Lo tirai fuori in un mese.

7. Come vedi il futuro nel settore dei videogames? Tu ne farai parte?

Il mondo dei videogiochi è in pieno cambiamento. E’ un settore in crescita, ma che relativamente presto non sarà più come siamo abituati ad immaginarlo.
Il fatturato del mondo dei games dal 2015 ha superato quello del cinema e della musica e non sembra arrestare la sua crescita.
Sono convinto che ne vedremo delle belle, non solo grazie alla VR e realtà aumenta, ma anche all’incremento esponenziale della potenza di calcolo delle vare CPU e GPU, avremo dei balzi in avanti con le intelligenze artificiali.
Non è assurdo pensare che tra 4-5 anni potremmo gareggiare contro una AI che realmente apprende il nostro stile di guida e si adatta di conseguenza a noi regalando nuovi livelli di intrattenimento.
Inoltre avremo una grafica sempre più realistica dove la differenza con quella cinematografica diventerà sempre più risicata.
Quindi alla domanda “ne farò parte?”
rispondo: mi auguro proprio di sì!

 

Grazie Carmine per il tuo preziosissimo tempo, e ti facciamo i migliori auguri per i tuoi progetti presenti e futuri 😉