Intervista a

Daniele Angelozzi “Danko”

3D artist

Ciao Danko, visto che tutti ti chiamano così lo faremo anche noi 😉 iniziamo ringraziandoti per averci concesso un po’ del tuo tempo.

Ma grazie a voi per questa opportunità 🙂 . E si mi fa piacere esser chiamato Danko. oramai lo usa pure la mia famiglia 😀

 

1.  Sei un 3D artist con ormai molta esperienza alle spalle. Ti va di raccontarci come tutto ebbe inizio?

Tutto ebbe inizio con un colpo di fulmine, stavo preparando la mia tesi di dottorato quando per caso mi imbattei in un programmino di scultura digitale chiamato Zbrush, grazie al quale mi convinsi definitivamente che ciò per cui avevo studiato 10 anni, cioè il biologo, non era ciò che avrei voluto fare tutta la vita. Diciamo che avevo un po’ di dubbi già da un po’ di tempo, ma quello diede il colpo di grazia al mio lato di persona responsabile e decisi di provare ciò che sulla carta sembrava una cosa da pazzi, ovvero reinventarmi a 30 anni suonati. Da lì cominciai a studiare da autodidatta, nel mentre trovai anche impiego come web designer in una agenzia locale, poi piano piano i primi clienti, la scelta di darmi totalmente al 3d come freelancer e il resto è storia.

Daniele Angelozzi “Danko”

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2. Qual è stata la vera svolta nella tua carriera?

Le svolte davvero importanti sono state due, la prima fu il conseguimento, primo e ad oggi unico in italia, della qualifica di istruttore certificato pixologic per zbrush.

Quello mi ha dato una spinta in visibilità e credibilità nel settore della didattica, ma da un punto di vista lavorativo il conseguimento della mia prima toprow sul sito Zbrushcentral.com con il lavoro del joker fu come essere proiettati nella stratosfera.

Nel 2012 finire nella toprow del sito ufficiale di zbrush era uno dei massimi riconoscimenti, e ricordo bene che dopo di quello fui contattato da un sacco di persone, ditte e facility anche molto importanti.

3. Hai diverse specializzazioni (modeling, digital sculpting and texture painting). Qual è quella con cui ti trovi più a tuo agio e perché? ecco diciamo il tuo “piatto forte!”

Nel settore del character design a me piace davvero ogni aspetto della pipeline, anche se è ovvio che vista la sempre maggior frequenza con cui lavoro a progetti finalizzati alla stampa, con lo sculpting mi trovo sicuramente più a mio agio, mentre per il texturing e lo shading (pur lavorandoci) ogni tanto devo andare a ripassarmi alcune cose ☺

4. Cosa vuol dire, nello specifico, essere un modeling/digital sculpting/texture painter?

Specificamente significa essere colui che crea e colora gli asset 3D che vengono utilizzati nelle produzioni.

Generalmente esistono specializzazioni in questo campo, c’è chi è più ferrato nella realizzazione di characters, chi di creature, chi di environment, chi di hard surface (veicoli etc). Questo è vero se lavori in grandi studios, mentre come freelancer può accadere di essere richiesto per la realizzazione di cose non attinenti al proprio ramo specialistico. Io principalmente mi trovo bene coi characters, ma ho anche lavorato a produzioni come environment o hard surface modeler.

5. Hai subito qualche particolare influenza artistica nelle tue scelte professionali?

Questa domanda potrebbe davvero essere infinita, in quanto di artisti che ammiro ce ne sono a bizzeffe.

Solo nel campo della CG potrei fare una lista di 10 pagine, ma dovendo scegliere un solo nome su tutti il seguente: artisticamente io ho una ammirazione che sfocia quasi nella idolatria per Alessandro Baldasseroni, nostro conterraneo e artista digitale di fama internazionale, attualmente character artist per riot (quelli di league of legends) nonché digital sculptor freelance per le maggiori ditte produttrici di statue mondiali. Un grande artista e una gran persona.

6.  Qual’è il miglior approccio ad un progetto di scultura digitale, come per esempio la serie “Old And Rare”?  Come nasce?

Come in ogni progetto a cui partecipo, la mia impostazione (e credo quella della maggior parte delle persone) è quella di attuare un solido preplanning di ciò che andrò a fare, analizzando in dettaglio il soggetto e la finalità del modello. Sulla base di ciò posso costruirmi una sorta di roadmap mentale di quelli che saranno gli step ottimali per approcciare il progetto.

Un ingrediente immancabile è lavorare concentrati, con la giusta dose di focus ma senza mai esagerare. Non sono un propugnatore dell’overwork e del fare nottate sopra i progetti, perché è una strategia che alla lunga ti logora e impatta in maniera negativa sulla produttività e la resa dei progetti.

7.  Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

Non sono un tipo ambizioso, almeno da un punto di vista pragmatico.

Quindi non mi interessa fare carriera nei grandi studios, divenire famoso a meno che ciò non comporti diventare anche supremo signore della galassia. In quel caso magari potrei essere un po’ interessato. Sicuramente sono un tipo molto esigente con me stesso, quindi nel mio futuro vorrei poter migliorare e alzare sempre un pelino di più l’asticella qualitativa dei miei lavori.

8.  Qual è, secondo te, la strada da intraprendere affinché in Italia si sviluppi ulteriormente computer graphics?

Io ho una mia visione su questo argomento che è un po’ discorde con quella comunemente accettata, e porterebbe forse a un discorso troppo lungo.

Semplificando all’osso, forse bisogna pensare al contrario,  e cioè che non è che in italia la computer graphic sia sottosviluppata, ma che produzioni di un certo tipo le puoi fare solo in pochi posti al mondo, che sono i 4-5 centri nevralgici della CG: Canada, USA, Inghilterra, Nuova Zelanda e una che non mi ricordo mai :D. quindi forse dovremmo cominciare a cambiare mentalità e capire che per anelare a raggiungere certi tipi di produzioni, bisogna fare il sacrificio di muoverci noi in quelle poche oasi nel deserto. Questo da un punto di vista del mercato, mentre per quanto concerne la cultura della CG io auspicherei una informatizzazione dei programmi scolastici a partire dalle scuole superiori, avvicinando già gli adolescenti a questo mondo e alle sue possibilità.

9.  Cosa consigli a i tuoi ragazzi durante i tuoi corsi e a chi vuole investire il proprio futuro nel campo della computer graphics?

Piccolo decalogo:
1-Non farsi abbindolare da chi fa tante promesse, corsi e workshop possono dare una mano ma da soli non fanno miracoli (e lo dice uno che fa corsi)
2-Non esiste nessuna ricetta magica  scorciatoia o segreto dei professionisti, se vuoi migliorare l’unica via è sudare.
2-Lamentarsi meno, anzi proprio non lamentarsi e darsi più da fare, perché l’unica variabile per il successo su cui hai controllo sei te stesso
3-Un lavoro, in quanto tale, non è mai divertente, anche se si tratta di scolpire pupazzi. Imparare a fare affidamento più sulla disciplina che sulla motivazione.
4-Essere umili
5-Essere sempre professionali, ed evitare la tendenza ormai diffusa di usare i social per mettere in piazza problemi e contenziosi che si hanno con clienti e committenti.
6-Dedicare sempre un po’ di tempo a se stessi e alle persone a cui si tiene, onde evitare che il lavoro diventi nauseante.
7-Fare vita sana, con  una buone dose di sport, alimentazione equilibrata, qualche stravizio di tanto in tanto e un po’ di sano sesso.

 

 

 

Grazie ancora per aver condiviso con noi un po’ della tua vita e un grande in bocca al lupo per tutto!!