Intervista a

Danilo Lombardo

Environment e lighting TD

Ciao Danilo, grazie di averci concesso questa intervista 😊

Innanzitutto ciao a voi, e grazie per il vostro interesse.

 

1. Hai avuto una formazione artistica già da ragazzo. Quanto è importante, secondo te, conoscere l’arte tradizionale per fare il tuo mestiere?

Avere dei fondamenti classici ti forma come artista, o meglio come artigiano delle immagini, in maniera completa. Io ho ricevuto una formazione accademica basata molto sul disegno dal vero e questo ha permesso alla mia mente di avere una migliore consapevolezza di come comporre forme e colori, in pratica di come creare una composizione gradevole alla vista e soprattutto sensata….

Danilo Lombardo

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Anche se oggi lavoriamo in digitale, i concetti di base dietro la “scienza” (se così vogliamo chiamarla) di creare una buona immagine, rimangono sempre gli stessi, siano essi l’anatomia per un character artist o la teoria del colore per chi fa lighting o mattepainting ad esempio. Penso che avere studiato arte classica o design industriale siano due modi diversi per avere una buona base nel mondo del 3D, alternativi a una scuola di VFX.

2. Hai iniziato a studiare computer graphics da solo. Quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato?

Il mio percorso nella CG è nato lentamente circa 8 anni fa, quando iniziai a lavorare ai miei primi digital paintings.
Appassionandomi alla concept art in generale sono finito a conoscere il mondo dei visual effects e mi sono innamorato del 3D.
Difficoltà ce ne sono state e ce ne sono ancora, non si smette mai di imparare.
All’inizio ho subito la mancanza di hardware decente per poter lavorare e poi la mancanza di una guida o di un confronto diretto che non fosse solo virtuale.
Ho passato anni chiuso in casa a lavorare, ma senza nessuno che facesse 3D nel giro di chilometri!

3. Da cosa è scaturita la scelta di diventare un Environment artist?

Penso che lavorare agli environments in una pipeline di produzione ti permetta di avere una grande scelta di settori in cui poter intervenire.
Di solito si modella, si fa l’unwrap, si texturizza e si creano anche gli shaders.
Poi si passa all’assembly della scena, che è la parte che amo di più, in quanto coincide con il creare la composizione di uno shot.
In alcuni studi o produzioni un environment artist può anche essere incaricato di fare un lighting o un pre – lighting di una scena.

4. Cosa fa un Environment/Lighting TD artist nello specifico?

In generale un Environment TD è incaricato, insieme al suo team, a creare un mondo virtuale in cui ambientare una scena, partendo dagli input indicati dal direttore artistico.
È necessario sapersi muovere tra varie tecniche, che spaziano dalla modellazione al mattepainting.
Di solito uno dei compiti principali consiste nell’ottimizzare l’uso delle risorse di una scena, ma è necessario anche riuscire a risolvere piccoli problemi tecnici.
Un lighting TD o lighter si occupa invece di creare la condizione di luce che quell’ambiente avrà, o di replicare un’illuminazione adeguata in modo da integrare riprese le live action con degli elementi virtuali.
In generale i lighter si occupano dei colori e del mood di uno shot.
È un po’ come essere il direttore della fotografia digitale.

5. Pensi che avere uno stile unico sia un pro o un contro?

Penso che uno stile unico sia qualcosa da perseguire, ci sono artisti che realizzano lavori distinguibili subito per lo stile e che riescano a creare un linguaggio proprio e, un giorno, mi piacerebbe essere uno di loro.
In produzione però tutto cambia e bisogna adattarsi allo stile del progetto, che magari è un franchise con un suo aspetto forte e definito.
In questo caso può diventare stressante trasferirlo sul lavoro in 3D.

6. Quando crei un ambiente da cosa prendi spunto?

Questa è una continua lotta, attraverso molti periodi in cui non so cosa fare oppure ho mille idee e non ne concretizzo nessuna.
Mi piace cimentarmi nella creazione di scene grandi e per questo è necessario che io mi appassioni all’idea, visto che poi ci dedico anche mesi lavorandoci nel tempo libero. Di solito quando realizzo un lavoro e lo porto a termine inizio già a concentrarmi sul prossimo. L’ispirazione la prendo da esperienze di vita vissuta o da episodi esterni che mi interessano particolarmente, e ovviamente dall’osservazione di immagini.
Anche la fotografia può dare beneficio in questo senso secondo me.

7. A tuo parere quali sono i software migliori per questo genere di lavoro?

Io sono principalmente un utente di 3dsmax e Vray e penso che questi 2 software siano molto potenti per la creazione di environments.
Oggi si vedono dei lavori incredibili realizzati più o meno con tutti i pacchetti disponibili, quindi un software vale l’altro, a patto che faccia bene il suo lavoro.
Se devo dire quali sono secondo me i software più importanti e usati per questo lavoro, oltre al pacchetto 3D di modellazione e render, allora cito Marvelous designer per i tessuti, Zbrush per lo sculpting e la definizione di modelli, Uv layout per le UV.
Penso che valga davvero la pena di imparare anche Houdini di SideFX, una soluzione potentissima per replicare la natura proceduralmente.

8. C’è qualche artista in particolare che ti ha ispirato?

Sono rimasto folgorato dai lavori di Marek Denko e Toni Bratincevic.
Ho passato ore a guardare quei rendering storici su 3dTotal.com.
A parte tutti i colleghi di talento con cui ho lavorato e l’infinita lista di altri artisti che mi piacciono, loro 2 occupano un posto principale nella mia scala “affettiva” 😊.
Anche gli artisti del rinascimento italiano mi hanno sempre colpito molto per il modo in cui hanno codificato un nuovo modo di fare arte.

9. Quanto investi oggi nella formazione e perché pensi sia importante continuare a studiare e aggiornarsi?

Questo è un lavoro in continua evoluzione con nuovi problemi da affrontare e tecniche da imparare. Dedico molto tempo a questo aspetto. Penso che sia fondamentale avere una mente elastica e continuare a imparare, soprattutto per rimanere aggiornati e spendibili nel mondo del lavoro. I miei lavori personali e la pratica mi aiutano a crescere.

10. Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Al momento sto lavorando con ProteusVFX che è un team di freelancers e quindi ho la possibilità di lavorare da casa mia a Palermo. Ho passato diverso tempo a spostarmi in posti differenti ed è bellissimo essere tornato a casa adesso.
Penso che in ogni caso lascerò nuovamente l’Italia per lavorare all’estero e magari trasferirmi per un periodo di tempo più lungo.
Inoltre vorrei raffinarmi come artista e creare lavori sempre migliori. In primis vorrei perfezionare la qualità dei miei lavori.