Ciao Emiliano, intanto grazie per aver accettato di parlare con noi.

 

1.  Parlaci un pò di te.

Sono un “ragazzo” di 40 anni che ama molto il suo lavoro 🙂  Sin da piccolo ho sempre avuto una profonda attrazione per le discipline artistiche e già dalle elementari avevo chiaro il bisogno di trovare una mia dimensione nelle arti visive.

2.  Qual è stato il tuo approccio con la computer grafica?

Il primissimo approccio, seppur analogico, l’ho avuto con un mio amichetto d’infanzia (Ciao Igor!). Ricordo che  disegnavo sui  quaderni a quadretti  e lui doveva trasformare le coordinate in sprite per un fantomatico videogioco che avevamo in mente, si sta parlando di preistoria roba di comodore 64 🙂

In seguito mentre frequentavo il liceo artistico ho scoperto, sempre grazie ad un mio compagno di classe (Ciao Tiziano!), 3D studio per DOS e da quel momento ho sempre giocato con questi software fino a farlo diventare successivamente il mio lavoro.

3. Qual è stato il tuo percorso di formazione?

Tutto quello che so sul mio lavoro  è frutto di una ricerca personale e di esperienze condivise negli anni con i miei colleghi. Purtroppo in quel periodo l’unico modo per imparare un software era aprirlo e sbatterci la testa fino a farti sanguinare il naso. Oggi è molto più semplice imparare un software grazie alla rete e ad alcuni corsi che iniziano ad essere interessanti sul panorama italiano.

Emiliano Colantoni

WEBSITE

4. Come trovi l’ispirazione per le tue creazioni?

Osservo molto, sia lavori fatti da altri artisti  sia quello che mi accade durante la giornata e spesso l’ispirazione arriva mentre faccio una passeggiata. Quello per me è un momento  speciale dove il mio cervello fa un collect di tutti gli input che ho registrato nei giorni passati e li connette tra di loro per tirarne fuori qualcosa di nuovo.

5.  Con altri colleghi hai fondato The Shift, una società che opera nel campo del 3D e dei Vfx. Raccontaci  com’è andata.

Nel 2007  io e altri tre colleghi (Silvia, Marco e Gianfranco) abbiamo fondato il collettivo The Shift.

L’idea è nata partecipando ad un concorso indetto dal portale CGChannel. Da quel momento siamo andati avanti collaborando con i vari network televisivi presenti sul panorama nazionale. Oggi il collettivo è gestito da me e Silvia, Marco ha intrapreso una nuova avventura professionale e Gianfranco tiene alto il nome degli italiani come compositor in WETA digital.

6. Proprio un progetto di The Shift ti ha dato grande soddisfazione. Avete infatti  vinto il primo premio CGChallenge col  video “Inspection”. Cosa rappresenta per te quest’ esperienza?

Inspection è una delle prime produzioni che abbiamo tirato fuori nel corso di questi 10 anni. E’ stato incredibilmente gratificante realizzarlo, è uno di quei progetti dove, usando un frase famosa, “abbiamo lanciato il cuore oltre la siepe “. Scoprire successivamente che il tuo lavoro è stato riconosciuto  ci ha restituito delle sensazioni indescrivibili.

7. Da allora sono quasi passati 10 anni. Quali sono stati i cambiamenti principali nel campo del 3D e  dei Vfx da Inspection ad oggi?

Dal punto di vista dei software e dell’hardware ci sono stati miglioramenti: oggi per esempio ci sono degli strumenti out of the box che facilitano l’ottenere il risultato voluto. D’altra parte il livello richiesto si è alzato quindi più o meno le problematiche sono rimaste le stesse!

8.  Credi che il 3d e i Vfx abbiano lo spazio che si meritano in Italia?

Sinceramente non conosco bene  il panorama attuale del cinema italiano ma scometto che I vfx più richiesti siano I soliti cleanup, esplosioni e set extension 🙂 Posso dire di aver partecipato nel 2014 ad un progetto veramente interessante per quanto riguarda il genere SCI-FI made in italy . INDEX ZERO, diretto da Lorenzo Sportiello, è un piccolo gioiello del genere  ed è un vero peccato che non sia mai stato distribuito. Dovrebbero fare l’ennessima petizione su Change.org per costringerli a farlo perché merita tanto.

9. Qual è il lavoro di cui vai più orgoglioso e perché?

Non ne ho uno in particolare, di sicuro sono orgoglioso di tutti quei lavori dove riesco a capire  di aver fatto un passo in avanti nel mio percorso artistico e ti assicuro, non capita spesso!

10. Sei soddisfatto di quello che fai?

Si e No. Si perché amo quello che faccio e No perché spesso penso di poter far meglio e questo mi costringe a oltrepassare in qualche maniera i miei limiti.

11. Cosa ti senti di dire ai giovani che vogliono intraprendere la tua stessa strada?

Ai ragazzi di oggi consiglio di  studiare e sperimentare tanto, cercando costantemente il confronto con il mondo esterno. E’ importante capire come viene percepito il tuo  lavoro  attraverso lo sguardo di altre persone, puoi cogliere i tuoi punti di forza e i tuoi punti deboli. Devono anche  sapere che se vogliono rimanere in Italia per fare questo lavoro non sarà una passeggiata e  che  fuori dalle nostre frontiere il lavoro che facciamo viene rispettato maggiormente.

 

Grazie per averci dedicato il tuo tempo. Ti auguriamo un grande in bocca al lupo e…alla prossima 😉