Intervista a

Erica Vigilante

Creature FX TD

Ciao Erica e grazie di aver accettato di raccontarci un po’ della tua vita 🙂

 

1. Dal 2014 lavori nel campo dell’animazione e dei vfx, prima di allora qual è stato il tuo percorso formativo?

Ho iniziato il mio percorso formativo scegliendo di diplomarmi al liceo artistico, nonostante fosse poco popolare e molto sconsigliato perché considerato senza sbocchi professionali.
In realtà non avevo le idee chiare di cosa volevo fare “da grande”, (chi lo sa a quell’età?) ho scelto la direzione che più mi piaceva e in cui mi sentivo più portata.
Finito il liceo mi sono iscritta allo IED, imparando nel corso dei tre anni ad utilizzare i software più usati per la computer grafica.
Ho lavorato un po’ in Italia per poi convincermi che se volevo davvero realizzare il mio sogno sarei dovuta partire.. ed eccomi qua!

Erica Vigilante

 

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2. Come mai hai scelto di essere una Creature FX TD?

È stata una rivelazione inaspettata.
Non avevo idea di cosa facesse un Creature FX TD prima di diventarlo io stessa.
La verità è che io sono nata come Rigger TD, e sono stata assunta in MPC con questo ruolo, perché era quello che più mi piaceva fare.
Un po’ perché avevano bisogno, un po’ la fortuna, ho cambiato dipartimento e sono diventata Creature FX. È stato un colpo di fulmine, mi sono innamorata e non voglio più cambiare 🙂

3. In cosa consiste, nello specifico, il tuo lavoro?

Il mio dipartimento in termini di workflow, si posiziona dopo Rigging e Animation, e prima di FX e Lighting.
Come il nome fa dedurre, lavoriamo principalmente su Creature (quindi non oggetti inanimati) e aggiungiamo fisica, simulazioni e dettagli.
Nello specifico un Creature FX TD deve:
– Simulare i muscoli (aggiungere dinamica muscolare)
– Simulare la pelle (aggiungere il movimento della superficie della pelle)
– Aggiustare problemi di compenetrazioni in fase di shot (braccia che entrano dentro il torso e via dicendo)
– Shot sculpting (aggiungere dettaglio in shot)
– Simulare i vestiti
– Simulare i capelli o il pelo
– Automatizzare il workflow
Ovviamente il lavoro è diviso più nello specifico tra i membri del team, a seconda delle abilità di ognuno.

4. Qual è il workflow nella realizzazione di un grande progetto, per esempio in un film?

In CFX il workflow inizia quando si ha una prima versione del personaggio riggato.
I CFX artists devono partire da questo per generare a loro volta i propri rig (ebbene sì, anche i nostri sono rig!).
Il lavoro di development del personaggio cesserà solamente quando il cg supervisor sarà contento di entrambi i rig (il primo di rigging e il secondo di cfx).
Una volta finalizzato il rig, si passa a lavorare su shot.
Cfx diventa quindi il cliente diretto del dipartimento di animazione.
Solo una volta approvata l’animazione e le simulazioni in cfx dal VFX Supervisor, uno shot può essere passato a lighting ed FX.

5. Quali sono i software che utilizzi più spesso?

Utilizzo principalmente Maya e tool proprietari dell’azienda.

6. Nel tuo lavoro conta di più la creatività o la tecnica?

Forse conta di più l’organizzazione rispetto ad entrambi, proprio perché CFX si trova a metà strada nella pipeline di una grande produzione, un cfx artist è tenuto ad avere le idee molto chiare su come funziona il workflow.
È necessario saper interagire bene con gli altri dipartimenti e impostare degli standard per lavorare al meglio. Per quanto riguarda le simulazioni essendo che si parla di fisica della materia io direi che creatività e tecnica vanno di pari passo. 🙂

7. Il tuo settore sembra essere prettamente maschile, per te è stato difficile?

Lavorare in un’azienda così grande e con così tanti tool da imparare è sconcertante all’inizio, non è una questione di sesso. Credo e spero che le persone  nel nostro campo, avendo questo lato più artistico, siano più aperte a trattare tutti nello stesso modo.
Finora nessun misogino, ragazze fatevi avanti!

8.  Cosa significa lavorare all’estero in una grande produzione?

Significa avere i propri genitori che raccontano A TUTTI (anche quel tizio che passa per strada che non hanno mai visto prima) della loro bambina diventata famosa nei film (cosa assolutamente falsa perché non siamo mica attori! -__- ).
A parte gli scherzi, davvero significa avere la soddisfazione di sentirsi realizzati, di poter dire: volevo fare questo e ce l’ho fatta.

9.  Il progetto di cui vai più fiera? 

Il progetto di cui vado più fiera è quello per cui sto lavorando ora, Thor Ragnarok. È per me il raggiungimento di una posizione da lead dopo solo due anni e mezzo di carriera a Londra, è la possibilità di farmi valere come persona e come artista. In questo film gestisco tutti i character che avranno simulazioni muscolari e di skin. 

10. Come si evolverà secondo te la computer grafica?

Sarà sicuramente più facile avere un’idea precisa di come verrà il film già sul set. La mocap e il VR andranno fortissimo.

11. Vuoi dare qualche consiglio alle ragazze che stanno investendo per realizzarsi come artiste nei vfx?

Investite su quello che davvero vi piace fare, e in cui siete brave. Una volta fatto questo non abbiate paura di dimostrarlo a tutti. Concludo con una frase di Katherine Paterson: “A dream without a plan it’s just a wish” a cui aggiungo: Combattete per realizzarvi!
In bocca al lupo a tutti!