Intervista a

Filippo Dattola

Animator

Benvenuto Filippo, è un vero piacere averti tra i nostri artisti!

 

1. Iniziamo subito chiedendoti di raccontarci un po’ di te, di com’è nata la tua passione per questo lavoro e di come sei riuscito ad arrivare a lavorare in uno dei colossi di questo settore: la ILM!

La passione per l’animazione l’ho avuta sempre e soprattutto va di pari passo con la passione per il cinema.
Ho sempre lavorato nel campo della computer grafica, inizialmente mi occupavo di modellazione (sono stato il primo Istruttore Certificato Pixologic per il famoso software ZBrush), editing video, grafiche per siti web, banner animati etc. e piano piano ho iniziato ad inserire animazioni 3D.
Purtroppo all’epoca non c’erano le scuole e le risorse che ci sono adesso, quindi inizialmente ho studiato da autodidatta. Ma quando ho capito che era questo ciò che avrei voluto fare, ho deciso di specializzarmi attraverso corsi disponibili online.

Filippo Dattola

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Così ho creato il mio showreel, una serie di animazioni che mettevano in mostra le mie capacità. E sono stato tanto fortunato da essere stato assunto in uno studio di serie tv francese chiamato TeamTO.
Dopo pochi mesi sono stato assunto da MPC, dove ho lavorato per il progetto rivelazione di quell’anno: Guardians of the Galaxy vol.1. Anche in MPC sono stato solo pochi mesi in quanto in quel periodo (2014) il colosso Industrial Light & Magic ha aperto una sede a Londra per realizzare qui i nuovi episodi della saga Star Wars. Ho deciso quindi di inviare a ILM il mio Reel con i lavori realizzati fino ad allora e sono stato chiamato a far parte del core-team di Animatori.
A distanza di diversi anni ILM Londra è diventato uno degli Hub più importanti delle sedi ILM, (che fanno parte del colosso Disney, insieme a Pixar e Disney Animation) e dal un piccolo gruppo iniziale di circa 40 dipendenti (di cui solo 10 animatori) si è arrivati oggi ad un team che ne conta circa 450!

2.  Che cosa vuol dire fare animazione pura e quali sono le sottocategorie? Come per esempio il rigging.

Generalmente uno Studio è suddiviso in più dipartimenti: c’è quello dedicato alla modellazione, dove ci si occupa di creare i modelli 3D, quello del rigging, dove si crea la struttura scheletrica per poterli muovere e quello dell’Animation, dove ci si occupa appunto di animarli.
Poi c’è il dipartimento di simulazione di muscoli, quello di Lighting etc. e tutti assieme concorrono nella creazione della scena finale che sarà visibile nel Film.
È un processo abbastanza complesso in cui si lavora frame per frame ed è decisamente un lavoro di squadra.

3.  Sei principalmente un Character Animator. Che cosa significa esattamente e quali sono le conoscenze necessarie per poter fare ciò che fai?

Come detto in precedenza l’Animator, sia che si occupi di character o di creature, ha il compito di muovere i personaggi, farli recitare e nel caso di Live Action movie, come Start Wars ad esempio, farli interagire con gli attori reali in modo credibile.
Per diventare Animator è necessario ovviamente studiare duramente e per questo motivo è fondamentale avere tanta passione, in modo da dare un senso alle lunghe notti spese al computer.

4.  L’animazione 3D sta diventando ormai fondamentale nell’industria dell’intrattenimento e non solo. Quali sono a tuo avviso le differenze del suo utilizzo nei vari settori (cinema, games, serie tv, advertising), se ci sono?

Le regole e lo studio dell’Animazione sono le stesse per tutti i settori e media.

Si parte sempre e comunque dalle famose regole dettate da Walt Disney qualche anno fa …. 🙂
Ovviamente vanno personalizzate in base allo stile.
Ad esempio, nel campo del Live Action avremo generalmente delle animazioni più realistiche in modo che funzionino in modo credibile con la recitazione degli attori reali.
Nel campo dei cartoons, come ad esempio i film Pixar o Disney Animation, non essendoci  gli attori reali, si può spingere di più e personalizzare in maniera differente.
Altri scenari diversi posso dipendere dal target del pubblico; nelle serie TV per bimbi ad esempio probabilmente si troveranno animazioni meno dettagliate in quanto il numero di episodi da realizzare è piuttosto elevato, ma in ogni caso si parla sempre di animazioni ottime e credibili.
In ogni caso ogni settore è strettamente legato ai tempi di produzione…se avesse tempo a disposizione un animatore non finirebbe mai di ritoccare e migliorare i propri lavori 😉

5.  Quali sono le possibili differenze tra animare un personaggio con sembianze umane ed uno completamente differente, come ad esempio il famosissimo droide BB-8 di Star Wars?

Lo scopo di un’animazione alla fine è rendere altamente credibile una storia, e lo si fa cercando di mantenere il comportamento di un personaggio uniforme e consistente per tutta la durata del film.
Quindi se Mr. Incredible piuttosto che Jack Jack, se Hulk o King Kong si muovono in una determinata maniera, è fondamentale che in tutti gli shots ognuno di loro abbia lo stesso comportamento.
Nel caso di BB-8, personaggio che ho avuto l’immenso piacere di poter animare ed in assoluto il mio preferito, è stata una sfida particolarmente dura riuscire ad esprimere recitazioni o movimenti credibili, in quanto è formato praticamente da due sfere… Ad esempio nello shot in cui BB-8 doveva muoversi assieme a Poe Dameron, per andare incontro alle richieste del regista e cercare di esprimere il senso di nervosismo provato in quel momento da BB-8, piuttosto che far accelerare semplicemente la sfera di cui è fatto ho provato a controruotare la testa e muoverla a destra e sinistra, ottenendo il risultato richiesto.
In questo caso quindi non c’è stato uso di
reference o specifiche direttive, ho proposto la mia versione e sembra essere piaciuta: https://youtu.be/Pq5k_HK7Xk0?t=217
Nel caso di personaggi con sembianze umane, in molti casi si avranno reference degli attori che impersonano quel personaggio.
Il compito dell’animatore sarà quello di riprodurre quel determinato modo di muoversi e di recitare. Ad esempio per animare Snoke (Star Wars 7 e 8) oppure K2SO, il robot di Rogue One, siamo partiti dalla recitazione dell’attore reale ma l’abbiamo dovuta rendere ancora più efficace, adattandone ad esempio le proporzioni che ovviamente sono diverse.
Non avendo mai la corretta corrispondenza, la difficoltà maggiore sta nel ricreare perfettamente il ‘mood’ scelto dal regista.

6. Parlaci di Squashnstretch.net, la scuola di animazione on line di cui sei insegnante e fondatore.

SquashnStretch.net è nata da un’esigenza personale; abbiamo voluto rendere meno complicato e decisamente più facile l’accesso ad un programma efficace di studi.
Quando volevo studiare io animazione non c’erano scuole dedicate in Italia, ancora meno nel Sud Italia da dove provengo, e l’unica scuola interessante era una scuola online, AnimationMentor, ma oltre a dover conoscere bene l’inglese aveva costi esorbitanti, quindi impossibile per me.
In SquashnStretch.net io e mia moglie Desiree, animatrice anche lei, abbiamo voluto rendere accessibile a tutti un programma di studi solido ed efficace, dove i prezzi sono molto più bassi rispetto alle ormai numerose altre scuole online, ed ovviamente tutto in Italiano.
Anche noi partiamo dallo studio di determinati testi e regole comuni per tutti gli stili di animazione, ed abbiamo Moduli avanzati dedicati alla Creatures Animation.
Nei Moduli finali, dopo che l’animatore ha raggiunto una certa maturità, ci si dedica alla personalizzazione, dove l’artista si esprime nello stile preferito.
Il programma sembra funzionare, quasi tutti i ragazzi che hanno finito l’intero programma di studi lavorano in produzioni internazionali.
Abbiamo ragazzi che hanno lavorato al film Minions, altri in live action come Jurassic World e Lion King etc. ma anche video games e produzioni minori.
In SquashnStretch.net ci concentriamo esclusivamente sull’animazione, applicando prezzi decisamente accessibili ed effettuando lezioni serali.
Insomma, chi vuole seriamente intraprendere questo fantastico lavoro non ha più scuse 😀

 

Grazie ancora per averci dedicato il tuo tempo e in bocca al lupo per il futuro!

Grazie infinite per l’intervista