Intervista a

Gennaro Esposito

3D Modeler

Ciao Gennaro e benvenuto

Grazie a voi per questa intervista, complimenti per questo interessantissimo progetto.

 

1. Cosa rappresenta per te il 3D?

A mio avviso il 3D in Italia ha da anni raggiunto un ottimo livello.
Questo è confermato anche dai numerosi artisti che lavorano per le più svariate produzioni, sia nostrane che all’estero, dove fortunatamente, facciamo sempre la nostra bella figura.
L’artista italiano ha, secondo me, una marcia in più e le compagnie lo sanno.
Aiuterebbe molto se la community fosse un po’ più coesa e che si compatti, cosi da consolidare il nostro valore a pieni meriti. Lavorare sulla consapevolezza dei nostri mezzi e divulgare la nostra forza sarebbe importante soprattutto come messaggio per più giovani.

Gennaro Esposito

WEBSITE

2. Quale credi sia il percorso che un artista deve seguire per diventare un vero professionista?

Come dico sempre ognuno fa il suo percorso, non esiste una strada canonica.
Io posso rispondere a questa domanda solo condividendo la mia esperienza personale, sperando sia di aiuto alle persone che vogliono vivere di 3D o in generale nel mondo della CG. Io vengo da un quartiere della città di Napoli non famosa certo per la CG “Pallonetto di Santa Lucia” (zona quartieri spagnoli).
A tutto avrei pensato tranne che vivere di arte digitale.
Io sono uno di quei casi anomali che confermano la regola. Ho scoperto il 3D molto tardi, nel 2009. Ho fatto un corso a Napoli e dopo ho cominciato a seguire i primi corsi online, quelli che erano disponibili a quel tempo.
Avevo già i miei 28 anni e avevo bisogno del mio tempo per recepire le nozioni, sperimentarle e farle mie, quindi era per me una sfida ardua competere con il mercato. Ho scelto quindi l’unica strada percorribile per me e ho deciso di puntare tutto su uno dei settori del 3D che, tra tutti, mi dava più velocemente feedback positivi: la
Modellazione.
Rispetto a molti miei colleghi magari sono meno “enciclopedico” per quanto riguarda la CG, ma alla fine ho trovato la mia dimensione. Volere è potere.

3. Qual è il plus che bisogna avere oltre la tecnica?

Avere solide basi, se hai quelle non ci sono problemi. Questo significa avere buona conoscenza del 2D. Come dico sempre i software sono un contenitore di script “inutili” e contano poco o nulla se l’artista che li gestisce non è consapevole di ciò che deve andare a fare.
Oggi più che mai è importante sviluppare il proprio personal branding per attrarre appeal verso il proprio profilo professionale. La competizione in questi anni è diventata sempre più aspra.

4. Raccontaci la storia di Digital Shark Academy? Da dove nasce l’idea?

La Digital Shark è un progetto a lungo termine che punta a consolidare solide basi nella community 3D Italiana.
Lavoriamo infatti a percorsi formativi che trasferiscono allo studente un quadro chiaro di ciò serve per avere una visione reale del mercato e delle opportunità che questo offre.
Diamo la possibilità ai nostri ragazzi di interfacciarsi con gli italiani che lavorano nelle produzioni più influenti nel settore, sia nel nostro Paese che all’estero.
Lavoriamo a percorsi orientati al mentorship piuttosto che concentrare tutte le risorse sulle classiche lezioni su software e tools.
Lavorare sul consolidare un background solido credo possa essere il plus del nostro progetto. Sarà questo il futuro della formazione nei prossimi anni.
Ci sono talmente tante nozioni online e offline che invece di aiutare confondono i nuovi arrivati e quindi rischiano di spaventare.
L’idea di investire a Napoli in questo progetto è stata mia, una bella e pazza idea. Presto i nostri corsi partiranno anche online di modo che non solo Napoli possa accorgersi dei nostri sforzi.

5. Nelle numerose esperienze che hai avuto, quale ha avuto più impatto sulla tua carriera?

Bhè, per ora credo, questa di MPC sia quella più rilevante.
Lavorare per uno dei film più visti (Re Leone) del panorama Disney non capita tutti i giorni.

6. Quali sono secondo te i pregi dell’industria internazionale della computer graphics e quali i difetti?

Non ci sono pregi e difetti.
Sono del parere che se sai quello che vuoi prima o poi lo ottieni, devi solo essere convinto delle tue possibilità e “dimostrare” con i fatti che a certi livelli puoi starci.
Più fatti e meno parole, che tu sia in Italia o all’estero non fa differenza alcuna. Paradossalmente in Italia potresti avere più chance di emergere, all’estero oggi c’è molta più competizione e credetemi, non è affatto facile.

7. Cosa fa, nello specifico, un Senior Modeler TD?

Modellare 24H su 24H hahahah.
A parte gli scherzi, serve avere una forte attitudine ai volumi, al design.
È necessario avere occhio fotografico per captare i dettagli, avere basi di anatomia umana e animale e soprattutto avere tanta pazienza.
Conoscere la giusta gestione dei poligoni (topologia) è il plus che tutte le compagnie cercano. I nostri task sono principalmente modellazione Hard surface e organica, unwrap e alcune volte texturing, se richiesto. Vi svelo un segreto, sono talmente innamorato di questo lavoro che fare le UV mi rilassa da pazzi.

8. In quale fase della pipeline si colloca?

Noi modellatori siamo i primi a lavorare sulla produzione vera e propria dei contenuti CG (building). I modellatori arrivano subito dopo la fase di concept e layout (pre produzione). Abbiamo la responsabilità di lavorare i modelli pronti per tutti gli altri reparti, texturing, lighting e rigging/animazione.

9. Quali 3D artist italiani ti hanno ispirato di più?

Mi hanno ispirato e soprattutto mi hanno incoraggiato a inseguire i miei obbiettivi artisti italiani che oggi ricoprono ruoli di responsabilità in compagnie estere.
Giuseppe Improta è il mio mentore insieme a Cristian Spagnuolo. Ho avuto poi il piacere di conoscere tanti artisti italiani lungo il percorso di crescita e se parliamo di 3D artist non posso non segnalarvi loro: Giuseppe Bufalo e Carmine Napolitano.

Ecco, sono loro i 3D Artist da avere nella propria lista di artisti da seguire se si vuole sul serio cominciare ad aprire gli occhi sulla CG made in Italy.
Di italiani bravi ce ne sono, come i molti che sono qui su questo sito, con i nomi che ho dato aiuto a conoscerne di altri.

10.  Hai un sogno che non hai ancora realizzato?

Il mio più grande sogno è continuare a fare ciò che faccio e vedere mia figlia crescere sana e felice.
Continuerò a spingere finché occhi e mani mi permetteranno di farlo, nel frattempo continuerò a credere nei miei progetti e nella community italiana, aiutandola con tutti i miei mezzi a disposizione.
Vi ringrazio per avermi contattato, spero tanto di veder crescere questo progetto e inoltre spero che questo mio intervento possa essere di aiuto.

 

See you guys 😉