Ciao Giovanni, piacere di averti con noi! iniziamo subito a conoscerti.

 

1. Quando hai manifestato i primi “sintomi” di questa tua passione per l’illustrazione /concept art?

Nascono di riflesso all’esigenza di voler dare forma tangibile a certe sensazioni che iniziavano ad insidiarsi in me, fin da piccolo. Quel senso di meraviglia e stupore che sperimentavo tracciando linee era pari solo alle impressioni ricavate dalla luce del sole. Ricordo che passavo ore a guardare il sole, per poi chiudere gli occhi e lasciarmi guidare dalle visioni che mano a mano prendevano forma. Direi proprio da qui

2.  Descrivi il tuo stile

Di solito preferisco lo faccia qualcun altro 🙂 Mi è sempre piaciuto partire dalle conoscenze del mondo reale, scollegarle l’una con l’altra e dargli un nuovo ordine. Dettato non più dalla coscienza, dall’ego o dal concetto del tempo, ma piuttosto dal caos, qualcosa che prende vita da sola, che si affaccia ad un’altra dimensione, oserei dire quasi divina, surreale, onirica. Qualcosa che sia più simile ad un sogno piuttosto che alla realtà.

3. Qual è il segreto per un progetto efficace?

Che sia una commissione o progetto personale, credo che il segreto sia sempre lo stesso, amare tutto il tempo speso su questo progetto, crederci fino in fondo. Tutti gli elementi di costruzione che ci vengono forniti e che quasi sempre sono insindacabili, dobbiamo farli nostri, e noi appartenere a loro. Solo così ci si può poi sentire liberi di estendere quell’immaginario ed avere idee vincenti ed efficaci.

Giovanni Maisto

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4. Quali sono i tuoi maestri di riferimento?

Gaetano Previati , Sydney Long, Moebius, Alexander Kostetsky, Zdzisław Beksiński, Wayne Barlowe, Maura Holden, Escher, James Jean, Dalì, Allen Williams.

5. Se avessi “carta bianca” cosa ti piacerebbe illustrare?

E’ una bella domanda. Attualmente sto lavorando su tre illustrazioni in particolare, che appartengono allo stesso nucleo tematico e rispondono esattamente alla tua domanda. La disidentificazione.

6. Cosa vuol dire essere concept artist?

Fondamentalmente il concept artist ha il compito di visualizzare l’idea che un regista o un Creative designers richiede da una scena. Ha quindi il compito di produrre le illustrazioni che aiutano i 3d artist, o gli scenografi, a realizzare la loro visione. E’ un concetto in realtà molto vasto, si passa dai character alle creature, dai props fino agli environments, e questo comprende una varietà di stili che passa dal fantasy allo sci-fi, dal realistico al cartoon.

7. Quali sono le basi tecniche che deve avere un concept artist?

Un sapiente uso della resa dei materiali, della prospettiva e dell’atmosfera. Ma soprattutto essere flessibile e adattarsi ai cambiamenti quando gli viene chiesto!

8. Qual è il tuo software preferito e perché?

Photoshop, mi permette di essere pienamente libero creativamente.

9. Ci puoi spiegare sommariamente come funziona il tuo lavoro?

La cosa più complessa del mio lavoro è proprio il fatto che ogni progetto è diverso dal precedente, cambiano le regole, cambiano i supporti, tutto. Dai videogame al cinema, dal cartoon all’editoria all’illustrazione, nelle sue molteplici declinazioni stilistiche. E’ quindi una continua sfida, ma forse è proprio questo che mantiene fluida la creatività. Per ogni progetto, il committente mi fornisce delle linee guida e dei parametri base. Una volta acquisito il tutto cerco di estendere l’immaginario di partenza fino a dargli un identità chiara e con delle caratteristiche efficaci. Successivamente il cliente, se necessario, fornisce qualche feedback per ottimizzare alcune scelte artistiche che vanno infine a chiudere il cerchio.

10. Da cosa trai ispirazione?

Dal mondo reale. Ho archivi enormi di foto reference suddivise per genere.  Fiori, liquidi, strutture organiche,  architettoniche e scheletriche. Traggo ispirazione anche dai sogni o dalle visioni che si hanno quando si è sovrappensiero. (Lavorare in piena notte da delle gratificazioni immense da questo punto di vista!) Senza dimenticare la musica!

11. Quali progetti vorresti realizzare e quali sono i tuoi obiettivi attuali?

Il mio sogno nel cassetto, che sta iniziando a concretizzarsi, è collaborare con musicisti e produzioni musicali. Portare a termine I miei progetti personali è il mio vero obiettivo, in fondo credo che l’Arte non sia altro che un mezzo per conoscere se stessi.

12. Un’ultima domanda: secondo te qui in Italia esiste possibilità di carriera per un ragazzo che vuole intraprendere la tua professione? Ti senti di dare qualche consiglio a riguardo?

Con la giusta dedizione e talento tutto è possibile! Ma è altrettanto necessario che siate curiosi e che crediate in voi stessi!!