Intervista con

Antonio Saccomanno

3D Artist

Ciao Antonio, benvenuto su Nuts!

 

1. Inizia a parlarci un po’ di te, chi sei e cosa fai?

Mi chiamo Antonio, sono nato a Milano e da sempre vivo qui.
Mi occupo di grafica 3D spaziando tra architettura, product design e automotive.
Questo mondo l’ho scoperto più o meno nel 2010, prima di allora avevo un bar e avevo una vita totalmente diversa, ma soprattutto non avevo mai acceso un pc, nemmeno per sbaglio.
Mi sono avvicinato al 3D in un momento abbastanza infelice della mia vita, quando ho avuto una forte depressione provocata da situazioni di cui preferirei non parlare qui. A dire il vero, il primo programma che ho aperto è stato ”paint”, può sembrare una barzelletta ma invece è proprio così.
E continuai ad usare questo programma per un bel po’ di tempo, riuscendo a realizzare cose (mi dissero) impensabili per essere fatte in paint.

Antonio Saccomanno

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Fin quando non si presentò mio fratello, che si occupa di grafica per pubblicità televisive, che mi disse: ”ora prova con questo!” Aveva nella chiavetta ”cinema4D” lo aprii e fu amore a primo ”render” Non conoscevo nessun tutorial, nulla di nulla. Zero. Iniziai a smanettarci imparando a mio modo, ero e sono famelico.
Di fatto si può dire che questa passione, in un certo senso, mi salvò la vita. Fino al 2014 lavoravo ancora nel bar quindi, appena libero, mi dedicavo al 3D ma mai per lavoro, solo per passione, un’enorme passione.
In questo mondo riuscivo a sfogarmi e ad esprimere me stesso.
C’è da dire che fin da bambino ho sempre amato disegnare, lo facevo sempre quando avevo tempo (dopo i compiti, quando li facevo ?) con musica alle orecchie e matita in mano…e si, sempre macchine, ma anche scenari.

2.  L’evoluzione del 3D è in continua espansione. Quali sono gli accorgimenti che un 3D artist deve avere per restare tra i migliori nel settore?

Secondo me la voglia di scendere sempre più nel dettaglio restando in tema, non solo metaforicamente ? Personalmente tendo sempre a essere molto critico verso me stesso, mettendomi spesso in discussione e cercando sempre di documentarmi su qualche argomento inerente la visualizzazione. In primis la fotografia.

Ad esempio anche quando guardo un film, sto sempre attento ad osservare le inquadrature, l’uso dei colori; gli ”stamp” al monitor durante le scene non si risparmiano.
Addirittura anche quando sono in giro a volte mi metto ad osservare un determinato comportamento della luce su una superficie (insomma un pazzo).
Ogni volta che modello i miei soggetti cerco sempre di andare il più possibile giù nel dettaglio, non ragionando mai tipo ”quella cosa non si vedrà nel render”, perchè quello che l’occhio non vede la mente invece lo percepisce.
Tutto questo comunque usando la testa e dando risalto al dettaglio dove serve.
L’importanza di saper utilizzare almeno i software principali è la base. In particolare mi riferisco a quello 3D e quello per la postproduzione.
Poi impararne altri secondari, cioè quelli da ”rinforzo”, su determinate cose non guasta.
Ad esempio ci sono software dedicati solo a tessuti, fluidi etc. ed avere una buona infarinatura anche su questi, non è male.
Scendendo più nel dettaglio (visto che mi piace) aggiungerei che bisognerebbe comprendere cosa si è più predisposti a fare.
E capirlo è facile, perché fare quella specifica cosa vi farà stare bene. Ma attenti, questo non significa che bisogna concentrarsi solo su quello e trascurare il resto (lavori con soggetti per voi poco interessanti).

3. Sei parte del Visaual Wander Art Club. Cosa significa a livello professionale e quanto è importante far parte di una community di questo tipo?

Sono assolutamente felice di farne parte, mi rende orgoglioso, dal momento che è sempre bello che qualcuno riconosca il tuo valore.
Sicuramente è molto utile per confrontarsi con altri artisti.

4. Le protagoniste assolute dei tuoi lavori sono le automobili. Da cosa deriva la tua specializzazione in questa categoria?

Sono sempre stato appassionato alle automobili, fin da quando ero bambino. Le disegno da sempre e ad essere sincero ho iniziato con il 3D proprio per questo motivo. A tal proposito, anche grazie al mio socio, ho un progetto veramente enorme in ballo, ma non posso ancora rivelare nulla, essendo sotto NDA. È un progetto che sto curando da ormai 2 anni e presto potrò finalmente parlarne in pubblico.

5.  Creatività, tecnica e tecnologia…per essere un artista di livello bisogna possederne la padronanza. Se fosse possibile fare una classifica in base all’importanza di ciascuna, quale sarebbe la tua e perché?

Ovviamente l’una non può prescindere dalle altre ed è necessario conoscerle e averne dimestichezza, miscelandole nelle giuste proporzioni.
Personalmente dò più valore all’approccio artistico, anche nell’uso del software.
Ad esempio non mi interessa come si usa fare una cosa, piuttosto sto attento a raggiungere l’obbiettivo prefissato.
Non voglio rischiare di sembrare presuntuoso, sto solo cercando di dire che spesso utilizzo un approccio totalmente personale e a quanto pare, secondo il mio workflow, vincente.
Non ho abitudine di seguire un valore imposto da una tabella, che mi indica come fare.
Se il risultato finale non mi convince, l’indicazione per me non ha senso. Ma attenzione, la tecnica è fondamentale sia chiaro, solo che vedo tantissime persone dare un’importanza maniacale al tecnicismo, omettendo purtroppo il lato artistico, cosa che, secondo me, è infinitamente grave.
Non voglio dire che tutti dobbiamo essere dei ”Picasso”, ma se la sola tecnica fosse sufficiente, probabilmente più che artisti saremmo dei contabili ?
Dovremmo rimanere concentrati sul fine del nostro obbiettivo, che per me è la bellezza, ognuno poi ha la propria sensibilità ed è proprio quest’ultima che dovrebbe essere visibile sui ”pixels”.
Quindi la tecnica va certo rispettata, ma bisogna ricordarsi che il nostro lavoro sostanzialmente è l’espressione del prodotto in forme e colori.
La tecnologia gioca sicuramente un ruolo fondamentale e nel nostro mestiere; se volta a migliorare i tool e/o gli strumenti di visualizzazione direi che è indispensabile.
A patto però che l’arte sia prodotta da noi essere umani! Detto ciò personalmente dedico infinitamente più tempo al lato artistico perché, alla fine, è l’emozione che cattura.

6. Il rapporto tra il 3D e il nostro Paese…quanto è sufficiente essere bravo per emergere in questo settore in Italia? Oppure ci sono altri fattori da non sottovalutare?

”Il rapporto tra il 3D e il nostro Paese…” I tre puntini di sospensione dicono tutto e credo fermamente che dovrebbe cambiare, e di molto, il modo in cui il nostro Paese vede il nostro lavoro.

A volte purtroppo non viene preso troppo sul serio ed è un peccato perché dietro a tutti i nostri lavori c’è studio, passione, impegno e dedizione, e non è piacevole che tutto ciò venga sminuito. E mi fermo qui. Riguardo a quanto bisogna essere bravo, io dico: ”sempre di più”.
Non credo ci sia un confine al miglioramento ma se c’è è perchè ci siamo posti dei limiti.
Sicuramente avere delle ottime skill è fondamentale per farsi conoscere ed è anche utile crearsi un proprio stile.
Chiaramente rispettando i parametri imposti dal progetto quando questo è su commissione, quindi rispettando quelli dettati dal cliente.
Il bello nell’avere un proprio stile è che c’è la possibilità che ti contattino proprio perché è quello che vogliono nel loro progetto, il che è sicuramente piacevole.
In ogni caso, stile o no, bisogna comunque rimanere concentrati sul fine e sul messaggio da comunicare. Questi sì, sono fattori imprescindibili.

7. Puoi dare almeno un paio di consigli fondamentali ai giovani artisti che presentano il loro portfolio/showreel?

Assolutamente!
Prima di inviarlo avere il coraggio di metterlo e rimetterlo in discussione.
Direi di non essere mai pigri e accontentarsi del primo risultato ma, come già detto prima, continuare a migliorarsi sempre.
Poi chiedersi: “Trasmette qualche sensazione? Emoziona?”.
Queste sono le prime domande che mi farei.
Ovviamente mi assicurerei che abbia uno stile personale e questo sia visibile, riconoscibile.
Altra cosa, secondo me molto importante, è non arrendersi alle prime sconfitte, ma anzi di insistere cercando di capire i propri errori per migliorarsi sempre di più.
Una cosa è certa, se amate il vostro lavoro e siete costanti, i risultati arriveranno, non può essere altrimenti ?.

 

Grazie mille per averci dedicato il tuo tempo e un grande in bocca al lupo per il futuro! ?

Un grazie a voi per avermi intervistato e…Crepi!