Intervista con

Domenico Sellaro

Concept Artist

Ciao Domenico e ben tornato su Nuts!

 

1. Ti abbiamo conosciuto qualche anno fa come talento emergente e oggi sei un concept artist che lavora presso produzioni rinomate del settore, raccontaci un po’ com’è andata negli ultimi anni.

Ciao ragazzi! È davvero un grandissimo piacere risentirvi!
Diciamo che dall’ultima intervista (datata 2016 se non sbaglio) sono cambiate davvero TANTISSIME cose!
Dopo due annetti da freelancer, ad inizio 2019 ho deciso coraggiosamente di andare via dalla mia amata Italia, trasferendomi a Londra, città nella quale attualmente vivo e lavoro.
Al mio arrivo in UK non ero molto ottimista, perché non avevo troppi contatti di lavoro e mi sentivo ancora abbastanza inesperto.
Passai circa un mesetto ad inviare CV + portfolio, oltre a partecipare a diversi eventi/conferenze sul digital, gaming e vfx (gli eventi sono importantissimi!), dove conobbi centinaia di recruiters e altri creativi del settore.
Per fortuna, dopo circa 3/4 interviews, riuscii a firmare il mio primo contratto da Digital Matte Painter nell’industria cinematografica.

Domenico Sellaro

ARTSTATION

Non smetterò mai di ringraziare Jellyfish Pictures, azienda la quale ha creduto subito in me e mi ha fatto crescere tantissimo!
Ho lavorato presso Jellyfish Pictures da febbraio 2019 ad agosto 2020, partecipando a due grosse produzioni DreamWorks : “How to Train Your Dragon: Homecoming” e… ops purtroppo non posso dire il secondo nome poiché è ancora in produzione ahah.
Dopo questa bella esperienza nel cinema e nell’animazione ho deciso però di spostarmi nel settore videoludico e di cambiare anche il mio workflow, passando dal dipartimento di DMP a quello di Concept Art, campo che mi stimola moltissimo, soprattutto dal punto di vista creativo.
Ad agosto ho deciso quindi di tornare in modo deciso sul mercato del freelancing, iniziando subito a lavorare per Wizard of the Coast e dopo circa un mesetto sono entrato a far parte del Dipartimento Artistico di We Are Royale (azienda videoludica situata a Los Angeles), per i quali lavoro come Senior Concept Artist.
Purtroppo, senza fare troppi spoiler, posso solo dire di essere impegnato (fino a fine dicembre) in una produzione Square Enix per PS5.

2.  Attualmente lavori da remoto, lo preferisci o è dovuto alla situazione covid?

Lavoro in remoto dal 20 marzo e devo dire che non è niente male lavorare da casa, poiché puoi usufruire di tantissimi comfort (puoi lavorare in ciabatte e urlare a squarciagola mentre ascolti gli AC/DC… e sei anche pagato! ahaha).
Scherzi a parte, penso che il lavoro in remoto sia un notevole passo in avanti per tutta l’industria dell’intrattenimento, poiché permette, sia alle aziende che ai dipendenti, di lavorare in perfetta sintonia anche vivendo a migliaia di kilometri l’uno dall’altro.
Ovviamente, per chi ama invece la vita d’ufficio, può risultare un po’ difficile e pesante il “work from home”.
Io ho sofferto tantissimo la mancanza dell’ufficio e dei miei colleghi i primi mesi, poiché il lavorare da casa mi deprimeva e rallentava tantissimo il mio workflow. Ma poi sono riuscito ad abituarmi e cambiando anche un po’ il mio stile di vita, organizzando al meglio la mia giornata lavorativa e dedicando tanto tempo allo sport e a qualsiasi svago mentale (film, videogame, libri ecc..).

3. Come utilizzi i vari tools 2d e 3d per realizzare i tuoi lavori?

Due anni fa lavoravo solo ed esclusivamente con Photoshop, ma notavo evidenti limiti lavorando anche sui miei progetti personali, infatti decisi di studiare un po’ di 3D (Blender) per apliare le mie conoscenze e per migliorare il mio workflow.
Quando lavoro per clienti o progetti personali utilizzo solo ed esclusivamente Photoshop, Blender (per sculpting, modeling e lighting) e Gaea, software utilissimo per creare Environment.
In produzione invece mi è capitato anche di lavorare tantissimo con Maya, Nuke Octane e 3D Coat.

4. Art director e concept artist, in un un’azienda, come si relazionano queste due figure?

La connessione tra AD e concept artist a volte è fondamentale ma a volte anche no!
In base alle mie esperienze devo dire che ho avuto bravissimi AD ma anche AD che non erano granché dal punto di vista tecnico/artistico.
Spesso alcuni Art Director sono principalmente figure che fanno da ponte tra il dipartimento artistico e la produzione, anche se molto spesso non mi sono trovato d’accordo su diverse decisioni prese, proprio per questo motivo ho anche deciso di mettermi in proprio ed essere più dipendente da me stesso.
Un consiglio che do a chiunque è quello di dire sempre quello che si pensa (in modo educato ovviamente eh!) senza farsi mai mettere i piedi in testa.

Esempio: molti junior vengono visti come “cavie da macellare”, infatti capita spesso di vederli lavorare più ore del dovuto e fare anche più “ruoli” contemporaneamente.
Questa cosa non va assolutamente e spero un giorno questo “useless behaviour” verso i più giovani finisca!

5.  Sempre più aziende aprono le porte al mondo virtuale e digitale, il nostro paese è pronto?

So che sembra solo un miraggio, ma io sono fiducioso per l’Italia e sono convinto (soprattutto per l’industria videoludica) che riuscirà a dire la sua tra qualche anno.
Purtroppo, dal punto di vista cinematografico, l’Italia non è ancora pronta a fare quel salto di qualità che già c’è da decenni negli altri stati.
Per quanto riguarda invece l’industria videoludica sono più fiducioso, anche perché ci sono già delle forti realtà che stanno crescendo tantissimo e che hanno margini di miglioramento enormi!
Il settore del gaming sta crescendo in modo esponenziale e supererà notevolmente (a livello di incassi) quello cinematografico, a meno che non esca una nuova super tecnologia che sfondi solo nel cinema e non nel videogame, ma ne dubito!

 

Grazie del tuo tempo Domenico e in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!

Ragazzi è stato davvero un immenso piacere sentirvi!