Ciao Francesco, grazie di aver accettato di parlare con noi e cominciamo subito a conoscerti.

 

1. Le tue prime esperienze con i programmi di ritocco digitale risalgono a quando avevi 14 anni. Qual è stato il fattore scatenante  che ti ha spinto verso questo settore?

Sono sempre stato appassionato fin da piccolo al disegno, alle scuole superiori invece di fare l’artistico, scelsi perito informatico, e alla fine mi sono ritrovato a disegnare con i computer! La passione poi si è fatta sempre più forte grazie a riviste di settore dove ho iniziato a sperimentare le prime tecniche. Quando ero piccolo pensavo che fosse tutto fatto in Paint! 😀

2.  Qual è stata la tua prima vera esperienza lavorativa nell’arte digitale?

Nel 1999 realizzai un sito internet sopra un CD che aveva l’autoplay. È un peccato perché non ho più traccia di quel lavoro.

Francesco Marzoli

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3. Raccontaci come sei riuscito ad arrivare dove sei adesso.

Adesso non sono arrivato da nessuna parte, anzi sto ancora partendo! Ci sono stati due momenti importanti, l’apertura della mia prima agenzia di comunicazione a 23 anni, che mi ha permesso di approfondire molto le dinamiche di business, gestione dei clienti e l’apertura del canale YouTube, quando nel 2009 non esistevano ancora tutorial su Photoshop in Italiano, mi ha permesso di farmi conoscere in Italia.

4. E’ stato difficile per te affermarti in questo campo?

Il  tutto si è svolto in maniera molto fluida, non è stato particolarmente difficile, anche se non sono mancati i momenti bui! Se si ama quello che si fa, le difficoltà ti pesano meno. Non penso ad affermami, penso sempre a fare quello che mi rende felice.

5.  Che cosa cerchi di comunicare attraverso i tuoi lavori?

Il mio lavoro, mano e testa è al servizio della comunicazione del cliente, la cosa migliore è cercare di capire cosa realmente vuole comunicare il cliente, per poi realizzarlo al meglio. Nei miei lavori personali, cerco sempre di realizzare qualcosa che abbia a che fare con il cinema al quale sono molto legato.

6. Qual è il tuo rapporto e la tua esperienza con altri artisti del tuo stesso settore?

È semplice, mi sento sempre in difetto, e quando vedo un lavoro figo penso, mamma mia…non sarò mai bravo come lui! Questo mi porta a sperimentare e a studiare molto, non solo a livello tecnico, ma soprattutto studiare a livello artistico.

7. Hai un opera alla quale sei particolarmente legato?

Non particolarmente, oggi veniamo bombardati da opere bellissime in maniera quotidiana, cerco di salvare tutto quello che mi da una vibrazione, da una fotografia, uno spot, un scena di un film, un poster. Posso individuare una categoria comunque alla quale faccio riferimento: L’arte legata alla pubblicità o all’entertainment.

8. Ci sono artisti che ti hanno ispirato?

No anche qui né opere né artisti. Se proprio ne devo scegliere mi piacciono molto Gregory Crewdson e Erwin Olaf come fotografi.

9. Sei giovanissimo eppure la tua agenda è piena di impegni. Come riesci a gestire tutto quanto?

È semplice, non li gestico! ahahah sono un disastro sotto il punto di vista organizzativo. Ho provato mille tools di gestione dei progetti ma ho fallito miseramente. Il buon e vecchio ICal fa il suo dovere.

10. Quali progetti hai per il futuro?

Sto per lanciare una startup di formazione sulle arti digitale in lingua italiana. Sono convinto che il nostro paese abbia bisogno di comunicare in modo molto forte le nostre competenze artistiche anche in ambito digitale. Ci sono troppi corsi in lingua inglese che purtroppo non possono essere compresi a pieno dai ragazzi italiani, e voglio colmare questo gap, offrendo loro contenuti di qualità in lingua italiana.

 

11.  Secondo la tua esperienza ,credi che l’Italia dia le giuste possibilità a chi vuole intraprendere la professione di digital artist?

Ecco, questa domanda è perfetta e mi posso riallacciare alla risposta di prima. Purtroppo oggi dal punto di vista lavorativo come digital artist l’Italia è veramente messa male. Mi piacerebbe vedere un rinascimento italiano dal punto di vista artistico in ambito digitale, ma le aziende sono veramente poche. Sarebbe fantastico avere poli di arte digitale in tutti i settori a partire dal web, fino ad arrivare ai VFX. Purtroppo questo non è possibile legato a tanti fattori, a partire dalla pressione fiscale fino all’educazione che abbiamo come popolo. Questi settori “creativi” vengono completamente declassificati. Se si vuole veramente realizzare qualcosa, bisogna apprendere delle buone competenze e poi partire per l’estero 🙂

12. Sei un personaggio pubblico molto influente nel tuo settore. Vuoi regalare qualche consiglio a chi vuole seguire le tue orme?

Studiate l’inglese, studiate la tecnica ma non troppa, costruitevi un buon portfolio artistico, e purtroppo andate via 🙂 I miei colleghi più felici che conosco e quelli che se la passano meglio, sono quelli che stanno all’estero o che lavorano con l’estero.

Ti ringraziamo ancora per essere stato con noi e ti auguriamo il meglio per i tuoi progetti futuri.

Grazie a voi!!