1. Molti ti conoscono per il tuo lavoro di Visual e Concept Art. Raccontaci qualcosa in più di te, quali sono le tue passioni e i tuoi interessi?

Ciao!
Oltre al disegno, ovviamente, sono un fotoamatore abbastanza esigente, leggo parecchi fumetti e tempo permettendo amo giocare a videogiochi di ultima generazione.
Diciamo che tutto quello che faccio nel mio tempo libero riconduce comunque al mio lavoro in qualche modo. Infatti finisce sempre che, ispirato da qualcosa, accendo il pc e mi metto a lavorare.
Poi beh, ho una forte passione per pizza, sushi, musica e gatti…come tutti del resto.

Lorenzo Lanfranconi

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2.  Come descriveresti il tuo rapporto con l’arte digitale?

Per me il digitale è stata un po‘ una rivelazione senza il quale probabilmente non farei questo tipo di lavoro.  Anni fa iniziai a studiarne le basi alla Scuola del fumetto di Milano. Purtroppo le ore dedicate al digitale erano davvero poche e il programma scolastico di base era ancora molto impostato sulla carta…giustamente. Ricordo che tornato a casa aprivo subito Photoshop cercando di studiare e imitare i colori di alcuni artisti che seguivo all‘epoca.
Finita la scuola, non sentendomi pronto per buttarmi nella mischia, ho fatto un periodo in cui ho cercato altri lavori completamente fuori da questo campo.
Tre anni fa circa però rimasi colpito da alcuni concept digitali di Emanuele Tenderini, un artista che seguivo da anni, e decisi che era quello il lavoro che volevo fare nella vita. Ho iniziato così un processo di studio autodidattico molto intenso che mi ha portato a quello che faccio oggi…il caso vuole che sia finito a lavorare proprio con Emanuele ahah.

3. A quali progetti ti piace lavorare di più?

Indubbiamente a progetti personali o comunque quelli nei quali sono „io“ a decidere cosa fare.
A differenza delle commissioni esterne molto precise, quando lavori per te stesso sei libero di esprimere la tua arte come meglio credi.
Le commissioni di concept art si avvicinano molto a questo concetto in quanto il cliente si affida a te per la realizzazione di una determinata idea.

4. Da dove prendi ispirazione per i tuoi lavori?

Principalmente dalla fotografia. Da qualche anno ho riscoperto una forte passione per la fotografia naturalistica. Imparare a fotografare, quindi a „controllare“ la luce, mi ha permesso di capire molte cose fondamentali per il mio lavoro. Consiglio sempre di affiancare questo tipo di arte a chi vuole intraprendere la strada di concept artist o illustratore in generale.
Un’altra forte fonte di ispirazione viene invece dai videogiochi di ultima generazione e dal cinema. Entrambi, dalla progettazione al prodotto finito, strabordano di spunti e immagini potentissime create da artisti più esperti.
Ultimi, ma non meno importanti, i fumetti. Negli ultimi anni sono nati molti progetti moderni e interessanti dal punto di vista grafico.

5.  C’è un consiglio prezioso che ti hanno dato e che ora daresti anche agli altri nel tuo settore?

Non avere fretta di raggiungere un determinato risultato.
Spesso si cerca di bruciare le tappe e questo porta ad un apprendimento frammentato e privo delle basi utili per passare allo step successivo.

6. Tra i lavori nel tuo portfolio ce n’è uno in particolare che ti è rimasto nel cuore? Perché?

Sicuramente “World of Lumina Vol.1 SHANI”, un fumetto edito da Tatai Lab al quale ho preso parte come fondista. Mi è rimasto nel cuore perchè è stato il mio primo vero lavoro legato a questo settore e sono riuscito a farlo solo grazie alla fiducia che mi è stata data dall’editore.
Da qui è iniziata la mia carriera attuale che mi vede ancora a fianco del team di Tatai Lab.

7. Quali sono i lati positivi e negativi dell’essere un artista digitale in Italia oggi?

 

Lavorando come libero professionista, come quasi tutti nel nostro campo, il fatto di trovarmi in Italia è relativo. Grazie a questo tipo di impiego possiamo tranquillamente collaborare anche solo con società all’estero direttamente da casa nostra.
Il lato positivo è sicuramente ritrovarsi  a fare un lavoro che hai sempre desiderato e con la massima libertà. Quello negativo invece è che purtroppo in Italia l’arte in generale viene spesso svalutata. Di conseguenza, se si decide di lavorare “in casa” bisogna imboccare la giusta strada e non svendersi per nulla alla prima opportunità.

8. Quanto è complesso dare inizio a una propria carriera in quest’ambito?

Non posso negare sia davvero dura. Io sono ancora in fase di avviamento, diciamo, e lavoro senza sosta da un paio d’anni…zero vacanze, poco tempo libero per svagarsi, etc etc…
Insomma, bisogna mettere in conto di dover fare dei sacrifici.
Indubbiamente sono sacrifici grossi ma fatti con la consapevolezza di un futuro vicino al proprio ideale.

9. Quali sono gli strumenti e le competenze fondamentali a cui non si può rinunciare?

Gli strumenti fondamentali sono un buon computer, una tavoletta grafica più o meno professionale ed uno dei vari programmi di disegno digitale (Photoshop nel mio caso).
Spesso siamo portati a credere che per fare digital painting servano per forza strumenti costosissimi e al massimo della tecnologia. In realtà sono poi le competenze che apprendiamo nel corso degli studi che faranno fruttare al meglio gli strumenti a nostra disposizione.
Non nego di essere passato a strumenti costosi ahah solo, prima di questo investimento, lavoravo con una Wacom dimensione francobollo di qualcosa come 10 anni fa che tutt’ora tengo di riserva.

10. E quali invece le qualità che deve avere una persona che vuole intraprendere questa professione?

 Come dicevo prima ci vuole parecchio impegno e dedizione quindi, fondamentali sono la costanza e la forza di imparare sbagliando. Capitano delle giornate dove sembra impossibile migliorare e il traguardo che ti sei prefissato sembra irraggiungibile. Se ti fai sconfortare da questo finirai per rinunciare ma, se invece ti fermi e rifletti sugli errori che stai facendo, sicuramente troverai la strada per superare l’ostacolo e continuare.
Poi chiaramente, per forza di cose, bisogna conoscere le basi del disegno e della teoria del colore. Tutte cose che comunque miglioreranno col tempo e l’esperienza.

 

 

11.  Quali possibilità offre oggi questo lavoro in Italia?

Dipende da che tipo di lavoro si sta cercando. Se si vuole lavorare con l’Italia credo sia più facile entrare nel campo del fumetto o comunque nel settore editoriale. Se si cerca invece qualcosa più legato alla concept art bisogna per forza di cose confrontarsi con l’estero.
Il pensare di dover lavorare con l‘Italia solo perchè ci vivi è un limite inutile se sei disposto a diventare libero professionista.

12. Qualche progetto particolare per il futuro?

Sto lavorando da tempo ad un progetto personale che dovrebbe vedere la luce nei prossimi mesi e che non posso ancora anticipare del tutto. Si tratterà di un artbook e…e poi nulla eheh lo scoprirete.
Per il futuro invece vorrei provare a misurarmi con realtà estere sempre più grosse e sicuramente trovare il tempo per rimettermi a scrivere e proporre una mia personale storia a fumetti.

 

Grazie per la tua disponibilità e un grande in bocca al lupo 😉

grazie…dopo 29 anni ancora non ho ben chiaro cosa bisogna rispondere a questo tipo di auguri, pian piano imparerò anche questo.