Oscar 2019: ecco le nomination agli Academy Awards

I candidati al premio per il Miglior film d’animazione e i Migliori effetti visivi (e non solo)

 

L’americana Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha reso note le nomination agli Oscar 2019, i più importanti premi del mondo del cinema, assegnati da circa ottomila professionisti del settore.

Per conoscere i vincitori della novantunesima edizione bisognerà attendere la cerimonia di assegnazione delle statuette, in programma il prossimo 24 febbraio.

Intanto, però, si possono già fare i primi conti: a dominare, con dieci nomination a testa, sono La favorita e Roma.

Quest’ultimo film, targato Netflix, a dispetto del titolo italiano, è una produzione messicana, opera di Alfonso Cuarón, che da solo ha ricevuto ben quattro nomination, come produttore, regista, sceneggiatore e direttore della fotografia.

Festeggiano anche A Star is Born e Vice con otto candidature, Black Panther con sette e BlacKkKlansman con sei.

Dalla gara è invece definitivamente uscita l’Italia.

Il film Dogman di Matteo Garrone, indicato per il nostro Paese come Miglior film straniero, era già stato scartato dalla prima rosa dei candidati a dicembre.

E anche Suspiria di Luca Guadagnino, entrato nella shortlist per le categorie Miglior make-up e hairstyling e per Miglior canzone originale (grazie a Suspirium di Thom Yorke) non è riuscito ad aggiudicarsi la candidatura finale in nessuna delle due liste.

Insomma, un’annata decisamente poco felice per il cinema dello Stivale.

Ma diamo un’occhiata più approfondita alle categorie che maggiormente interessano noi di NUTS: Miglior film d’animazione, Miglior cortometraggio d’animazione e Migliori effetti visivi.

 

Miglior film d’animazione

Nessuna sorpresa nella categoria Miglior film d’animazione, dove sono state confermate le nomination ampiamente previste, esattamente le stesse dell’ultima edizione dei Golden Globes.

Ad aprire la lista è Gli Incredibili 2 di Brad Bird, seguito del fortunato film del 2004, anch’esso targato Pixar, che si aggiudicò le statuette come miglior film d’animazione e miglior montaggio sonoro, oltre ad altre due nomination.

Un altro sequel è Ralph spacca Internet, di Phil Johnston e Rich Moore (già vincitore di un Oscar per Zootopia), l’ultimo in ordine di tempo tra i classici Disney che hanno dominato le ultime sei edizioni consecutive del premio, e uscito a sei anni di distanza dal precedente Ralph Spaccatutto, anch’esso nominato agli Academy Awards nel 2013.

Secondo molti, stavolta, il favorito è però Spider-Man – Un nuovo universo, reduce dal successo ai Golden Globes, primo film d’animazione basato sull’Uomo Ragno, per la regia di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman.

Poi non poteva mancare L’isola dei cani, la pellicola in stop motion diretta da Wes Anderson (già candidato come miglior regista nel 2015 per Grand Budapest Hotel) e nominata anche per la miglior colonna sonora, scritta da Alexandre Desplat.

Infine l’outsider, il giapponese Mirai, diretto da Mamoru Hosoda, l’unica produzione indipendente in questa categoria (pur provenendo dal Sol Levante, infatti, non è opera del celeberrimo studio Ghibli) nonché l’unico di questi film animati ad essere stato disegnato prevalentemente a mano.

 

Miglior cortometraggio d’animazione

Tra i cortometraggi d’animazione, invece, spicca una maggiore varietà delle nomination, sotto molti aspetti.

Intanto perché tre dei sette registi nominati sono donne, e quattro dei cinque film in lizza sono stati diretti o prodotti da asiatici.

È il caso, ad esempio, di Animal Behaviour, prodotto dal giapponese Michael Fukushima, ma diretto dalla premiatissima coppia canadese David Fine e Alison Snowden, sposati nella vita oltre che collaboratori nel lavoro.

Insieme vinsero già un Oscar nel 1995 per Bob’s Birthday, e ricevettero un’altra nomination nel 1987 per George e Rosemary.

Ancora più ricco, naturalmente, è il palmares della Pixar, che riceve la sua quattordicesima nomination in questa categoria grazie a Bao, opera della cinese Domee Shi.

Sempre targato Pixar, tramite il programma Co-op, studiato proprio per sostenere le produzioni indipendenti degli artisti dello studio, è Weekends, una creazione dello story artist filippino Trevor Jimenez.

Per la casa irlandese Cartoon Saloon si tratta invece della quarta nomination, ma la prima nella categoria dei cortometraggi, grazie a Late Afternoon, firmato da Louis Bagnall.

Infine, nella lista figura anche One Small Step, la prima produzione della start up californiana Taiko Studios, formata da molti ex artisti dei Walt Disney Animation Studios tra i quali figurano anche i due registi Andrey Chesworth e Bobby Pontillas.

 

Migliori effetti visivi

Nel campo dei visual effects, in compenso, il monologo della Disney è quasi assoluto.

Dei tre titoli Marvel usciti quest’anno solo Avengers: Infinity War (nomination a Dan DeLeeuw, Kelly Port, Russell Earl e Dan Sudick) è riuscito ad entrare nella lista, mentre sono rimasti a secco Ant-Man and the Wasp e Black Panther (che però si è ampiamente rifatto diventando la prima pellicola di supereroi nella storia ad essere nominata come Miglior film).

Sempre realizzati dagli studios fondati da Walt Disney sono Solo: A Star Wars Story (i cui VFX sono opera di Rob Bredow, Patrick Tubach, Neal Scanlan e Dominic Tuohy), Christopher Robin (Christopher Lawrence, Michael Eames, Theo Jones e Chris Corbould) e Ready Player One (Roger Guyett, Grady Cofer, Matthew E. Butler e David Shirk).

Un discorso a parte merita l’altro film candidato, First Man – Il primo uomo, il biopic di Damien Chazelle dedicato alla vita dell’astronauta Neil Armstrong, che tanto successo ha ottenuto tra i critici quanto è stato snobbato dal pubblico.

Nominati per gli effetti visivi iperrealistici di questa pellicola sono Paul Lambert, Ian Hunter, Tristan Myles e J.D. Schwalm.

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