OSCARS, VES AWARDS E DINTORNI

Il momento dell’anno più atteso da cinematographers, attori, registi e artisti del settore.

 

Articolo di

Gianluca Dentici

 

Come certamente tutti saprete è giunto quel momento dell’anno, molto atteso da cinematographers, attori, registi ed artisti in generale, dove il frutto di lavoro e di tanti sforzi viene riconosciuto con un premio ambito come l’Oscar. 

Molte sono anche le statuette che L’Academy consegna alle categorie definite tecniche/artistiche tra cui ovviamente quella che più da vicino ci riguarda, cioè quella degli effetti visivi.

A dire il vero (e per nostra fortuna) il settore degli effetti visivi ha anche altre opportunità di premiare le sue eccellenze in quanto esistono anche altri riconoscimenti come i Technical Achievement Awards, gli inglesi BAFTA awards ed ovviamente gli importantissimi VES awards, quest’ultimi forse ancora più ambiti visto che la giuria è composta da colleghi del settore; Se l’Academy  ha infatti spesso la tendenza a premiare con l’Oscar per gli effetti visivi quel film tra quelli in cinquina che abbiano anche avuto un grosso successo al box office, i VES awards sono invece più mirati all’evoluzione della tecnica impiegata ed all’effettiva qualità delle scene realizzate.

La Visual Effects Society che organizza ogni anno i VES Awards è l’associazione che racchiude tutti gli artisti più importanti al mondo che lavorano nel settore degli effetti visivi.

Ovviamente sino ad ora ho fatto menzione di quelli che sono i premi più ambiti ed internazionalmente conosciuti ma ne esistono ovviamente molti altri che annoverano nelle loro categorie gli effetti visivi, come  ad esempio il nostro italiano David di Donatello che però a differenza dell’ Oscar che consegna statuette agli artisti visivi dal 1929, ha invece introdotto e riconosciuto la nostra categoria solamente nell’edizione 2003-2004 nonostante in Italia si realizzassero già film con effetti visivi da diverso tempo.

Inoltre devo dire, essendone a conoscenza in quanto membro anche dell’Academy Italiana, che purtroppo non esistono delle vere e proprie commissioni valutatrici per categoria quindi tutti i candidati per i settori tecnico/artistici e quindi anche quelli per gli effetti visivi vengono valutati indistintamente da tutti i membri dell’Accademia; Questo significa che ad esempio anche attori, tecnici del suono o sceneggiatori che comprensibilmente non hanno le competenze per votare la nostra categoria, cosi ‘ come noi le loro, esprimono la loro preferenza con un voto spesso non ben ponderato e che comunque  influenza l’esito della premiazione.

Parliamo prima dei VES Awards che come dicevo prima sono quelli più interessanti per noi nerd di questo mestiere! Iniziamo con il dire che le categorie che votiamo sono ben 24 e sono le seguenti: 

Category 1: Outstanding Visual Effects in a Photoreal Feature

Category 2: Outstanding Supporting Visual Effects in a Photoreal Feature

Category 3: Outstanding Visual Effects in an Animated Feature

Category 4: Outstanding Visual Effects in a Photoreal Episode

Category 5: Outstanding Supporting Visual Effects in a Photoreal Episode

Category 6: Outstanding Visual Effects in a Real-Time Project

Category 7: Outstanding Visual Effects in a Commercial

Category 8: Outstanding Visual Effects in a Special Venue Project

Category 9: Outstanding Animated Character in a Photoreal Feature

Category 10: Outstanding Animated Character in an Animated Feature

Category 11: Outstanding Animated Character in an Episode or Real-Time Project

Category 12: Outstanding Animated Character in a Commercial

Category 13: Outstanding Created Environment in a Photoreal Feature

Category 14: Outstanding Created Environment in an Animated Feature

Category 15: Outstanding Created Environment in an Episode, Commercial, or Real-Time Project

Category 16: Outstanding Virtual Cinematography in a Photoreal Project

Category 17: Outstanding Model in a Photoreal or Animated Project

Category 18: Outstanding Effects Simulations in a Photoreal Feature

Category 19: Outstanding Effects Simulations in an Animated Feature

Category 20: Outstanding Effects Simulations in an Episode, Commercial, or Real-Time Project

Category 21: Outstanding Compositing in a Photoreal Feature

Category 22: Outstanding Compositing in a Photoreal Episode

Category 23: Outstanding Compositing in a Photoreal Commercial

Category 24: Outstanding Visual Effects in a Student Project

 

Come vedete ci sono riconoscimenti anche per i migliori effetti negli spot televisivi, l’animazione, le istallazioni e anche per sottocategorie come miglior compositing, miglior simulazione, migliore cinematografia digitale, miglior animazione di un character e miglior digital environment.

Non intendo scendere in dettaglio per ogni categoria in quanto chi fosse interessato a saperne di più potrà visitare il sito internet dell’associazione, ma parliamo di quali siano state invece le più significative nominations e vittorie di quest’anno.

 

I film di quest’anno per il VES, che in questa edizione coincidono anche con quelli nominati per l’Oscar ai migliori effetti visivi, sono:

– Blade Runner 2049 
Guardians of the Galaxy Vol. 2 
Kong: Skull Island 
Star Wars: The Last Jedi 
War for the Planet of the Apes

Il vincitore dell’Oscar per i migliore effetti visivi è stato Blade Runner 2049 che ha ottenuto a mio parere un buon successo visivo realizzato da molte società tra le quali Framestore, MPC, Double Negative, Rodeo, Weta, Atomic Fiction, BUF, UPP.; Per omaggiare il precedente film ed ottenere il medesimo look visivo si è deciso di impiegare miniature per la ricostruzione di alcune delle  sequenze a volo d’uccello dentro la Los Angeles futuristica che già conoscevamo e con il design dei mezzi di Syd Mead.

Il look finale che infatti vediamo nel film è stato ottenuto per alcune inquadrature con un limitato impiego della CG se non per l’inserimento di ologrammi su palazzi. Gli artisti digitali che hanno realizzato il compositing finale di queste scene hanno beneficiato dei passaggi multipli di ripresa effettuate sui modellini che hanno fornito loro diversi livelli da comporre insieme con il massimo della libertà creativa in termini di illuminazione.

Per i profani, ciò significa che ad esempio un movimento di macchina panoramico su un modellino della città à stato girato con il motion control, uno speciale sistema gestito da computer in grado di ripetere con precisione millimetrica lo stesso identico movimento di macchina. Questo ha permesso di girare differenti livelli con fumo, o solo con le luci interne del modellino e successivamente con ulteriori setup di illuminazione attorno ai modellini stessi.

Tutti questi livelli sono stati poi uniti insieme nella fase di compositing e sono stati bilanciati tra loro in modo da ottenere il risultato visivo ottimale che vediamo nel film. Impressionante il volto di Rachel realizzato in CG da MPC che davvero se la contende con il pianeta delle scimmie in termini di qualità e fotorealismo ottenuto. Altra scena degna di nota è quella d’amore tra i due personaggi principali, dove Joi, interpretata da Ana De Armas è una specie di ologramma che si sovrappone a quella del personaggio reale di Mariette.

A questo punto del film Joi unisce l’immagine del suo corpo sul quello di Mariette in modo che Gosling possa toccarla. Il look ottenuto è di tipo semitrasparente. Il regista voleva che Joi sembrasse reale quando sovrapposta e immobile sul corpo di Mariette.

Per ottenere questo effetto il corpo dell’attrice Ana De Armas è stato fotografato da più angolazioni per poter essere ricostruito in CG. Successivamente il rendering ottenuto è stato impiegato per metà sovrapponendone quindi la sola parte posteriore.

attends the press room at the 16th Annual VES Awards at The Beverly Hilton Hotel on February 13, 2018 in Beverly Hills, California.

War for the Planets of the Apes è stato invece il vincitore dei VES Awards ed è a mio avviso un trionfo dal punto di vista visivo, il mio preferito di quest’anno in quanto tecnicamente parlando a parte l’eccellente integrazione dei CG Characters delle scimmie e delle scenografie virtuali che di certo non ci era sfuggito nemmeno nei precedenti film, l’incredibile lavoro di fotorealismo ottenuto da WETA Digital per gli occhi delle scimmie è stavolta davvero clamoroso.

Personalmente sono stato sino ad oggi molto scettico sui risultati raggiunti nella creazione dei volti in CG e specialmente per gli occhi che avevano ancora un aspetto troppo vitreo, senz’ anima. Weta è invece riuscita ad ottenere un dettaglio mai visto prima, aggiungendo ulteriori elementi di fisicità come arrossamenti nell’area della sclera, rigonfiamenti delle vene e quell’effetto di umidità tipico del bulbo oculare.

Degno di nota è anche il lavoro di integrazione con le porzioni di scenografie digitali e la scena della valanga che ricopre il campo dei cattivi a fine film. Una simulazione di impressionante realismo. Per popolare l’area di alberi verdi è stata anche sviluppata una tecnologia che ha permesso di far effettivamente crescere degli alberi di tipologia e caratteristiche differenti, dando a ciascuno anche una storia evolutiva ed un’età. Ciò ha permesso di creare un ecosistema dall’aspetto ricco ed eterogeneo e quindi visivamente molto naturale e plausibile.

Degno di nota anche Kong: Skull Island, con gli effetti realizzati da ILM. Qui a parte il noto scimmione che ha un aspetto davvero impressionante ed al tempo stesso commovente nei momenti più emozionali del film, le simulazioni dell’acqua in alcune scene di combattimento e la realizzazione digitale della natura sono di qualità elevatissima.

Potrei citare anche la scena con gli affascinanti e giganteschi bufali marini il cui realismo è impressionante oppure la sequenza del combattimento con la piovra per cui gli animatori sono riusciti a ricreare l’effetto dei tentacoli che si appiccicavano sulle labbra di Kong mentre veniva mangiato.

Guardian of the Galaxy sarà invece ricordato come uno tra i film con la più complessa sequenza di apertura, realizzata da Framestore e che ha lavorato su ulteriori 260 inquadrature supervisionate da Christopher Townsend, tra creature, astronavi ed inseguimenti nello spazio. Per questa famosa sequenza iniziale che non si interrompe mai per migliaia di fotogrammi la simulazione è stata divisa in ben 11 parti e vi hanno lavorato diversi gruppi di animatori. La società ha impiegato da fine agosto 2016 fino a febbraio 2017 per portarla a compimento.

Anche Star Wars: The last Jedi eccelle ovviamente per la qualità degli effetti visivi anche se, nonostante sia un grande amante del genere Lucasiano, non posso dire che questo ultimo episodio sia da ricordare per evoluzioni visive o tecnologiche particolari anche se è certamente degna di nota la scena della battaglia finale sulla superficie del pieneta Crait dove le navette che graffiano il suolo creano delle scie rosso sangue, un’idea visivamente molto originale ed interessante.

Dopo questo lungo excursus sugli effetti visivi per film credo sia importante citare quello che è stato il film d’animazione più premiato dell’anno, cioè Coco realizzato da Pixar-Disney, che ha portato a casa L’Oscar, il VES award, il Golden Globe e gli Annie Awards.

A parte la sempre crescente qualità visiva a cui Pixar ci abitua ogni anno, il film ha una storia delicata e a tratti commovente che lo consacra come uno dei film decisamente più riusciti del sodalizio Pixar-Disney. Per questo progetto Pixar ha dovuto affrontare lo scoglio complesso di creare dei rig i cui arti potessero anche distaccarsi e che sono stati evidentemente impiegati per i personaggi scheletri del mondo dei morti.

Come sopra accennato oltre agli Oscar e ai VES Awards sono stati consegnati, ben prima, il 10 Febbraio, i Technical Achievement Awards. Questi particolari riconoscimenti premiano lo sviluppo della tecnologia a supporto degli effetti visivi.

Quest’anno, tra le vittorie più significative vale la pena di menzionare il BlockParty procedural rigging system sviluppato da ILM che è un sistema di rigging più “user friendly” provvisto quindi di una interfaccia più intuitiva che permette di aumentare la produttività degli artisti.

Anche quello di Rhythm & Hues, il Construction Kit rigging system ha avuto un riconoscimento in quanto permette l’indipendenza topologia, la continua editabilità del rig e un più avanzato sistema di deformazioni che permette di mantenere inalterata la forma della geometria in modalità relaxation.

Pixar non è ovviamente stata da meno con la continua evoluzione del suo Presto Animation System, il sistema di animazione proprietario che permette agli artisti di lavorare con geometrie e piena risoluzione anche con rig complessi oltre a molte altre novità. Ma Nemmeno Dreamworks Animation ha mancato il podio con il potenziamento del suo Premo character animation system.

Anche il software di compositing The Foundry Nuke è stato premiato ancora una volta per il design innovativo, la sua architettura e le caratteristiche di personalizzazione ed estendibilità.

Infine anche l’ottimo software di CG e simulazione procedurale Side Effects Houdini ha portato a casa un premio per aver ulteriormente sviluppato i suoi tools in grado di poter creare effetti di distruzione e fenomeni naturali sempre più complessi e ricchi di dettaglio.

E con questo è tutto amici!

Al prossimo anno !!!

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