Quanto costano (e perché) gli effetti visivi dei film di Hollywood?

Oggi il budget per i VFX di una grande produzione cinematografica può superare le centinaia di milioni. Ma se la spesa è così alta c’è un buon motivo…

 

Guardando ai numeri del mondo del cinema internazionale, è un aspetto su tutti, in particolare, a saltare all’occhio: quella che stiamo vivendo è senza dubbio l’epoca d’oro di Hollywood.

Se non per la qualità dei film (questo è un tema che lasciamo al dibattito dei critici cinematografici), sicuramente per il loro costo.

I budget delle grandi produzioni americane non sono mai stati così elevati come oggi: in media non scendono mai sotto ai 100 milioni di dollari, ma possono anche salire sopra ai 200 (come nei casi di X-Men, i Pirati dei Caraibi o Superman Returns, ad esempio) e addirittura ai 300 milioni (cifre record raggiunte da Spider-Man 3 o dalla saga degli Avengers).

 

Se la tecnologia costa più degli uomini

 Ma per quale motivo le pellicole realizzate per il grande schermo costano così tanto?

Un tempo una buona parte delle spese venivano destinate ai cachet delle star, degli attori più famosi, quelli che attiravano al botteghino milioni di fan desiderosi di rivederli all’opera nella loro ultima fatica.

Oggigiorno i gusti del pubblico sono cambiati: sono gli effetti speciali e gli effetti visivi, non il cast, a decretare il successo di un kolossal.

E gli studi di produzione si sono adeguati di conseguenza: non è un caso se la cifra riservata ai VFX può andare da un quinto fino a metà del budget totale, ovvero tra i 40 e gli oltre 100 milioni di dollari.

In media si può arrivare a spendere dai 10 mila addirittura agli oltre 60 mila dollari per una singola scena.

 

La lista della spesa degli studi di VFX

 Perché gli effetti visivi sono così costosi? Perché richiedono molto lavoro e soprattutto moltissimo tempo.

Un progetto su vasta scala può anche impiegare oltre duecento persone (tutti grandi specialisti, esperti e formati, quindi dagli stipendi piuttosto onerosi) per diversi mesi consecutivi di post-produzione, o addirittura anni nel caso dei grandi film d’animazione.

Insomma, la crew che si occupa dei VFX può arrivare facilmente ad essere più numerosa di quella che lavora sul set.

Per non parlare dei computer che ciascuno di loro utilizza per svolgere i propri compiti: si tratta di macchine potentissime e velocissime, al livello più alto della gamma disponibile, con elevate dotazioni di memoria, grafica e software.

Inoltre, ogni studio che si occupa di visual effects deve disporre di almeno una render farm: un’enorme stanza con file e file di computer il cui ruolo è solamente quello di eseguire il rendering delle immagini che poi finiranno sullo schermo del cinema, ovvero 24 fotogrammi ad alta risoluzione per ogni secondo di ogni scena.

I consumi di elettricità (anche per alimentare l’aria condizionata che ne evita il surriscaldamento) di queste macchine sono a loro volta imponenti e dunque contribuiscono ad aumentare ulteriormente i costi finali.

 

Grandi spese ma anche grandi guadagni

Insomma, gli investimenti che devono essere messi sul piatto, per una produzione di questo genere, sono davvero ingenti.

Ma le case hollywoodiane non li sborserebbero di certo, se non venissero ripagate con incassi altrettanto ricchi.

Tanto per fare un esempio, Avengers: Infinity War, ad oggi il film più costoso di sempre con i suoi 350 milioni di budget, ne ha guadagnati oltre due miliardi al botteghino, mentre Avatar di James Cameron, che ha richiesto spese superiori ai 230 milioni per i suoi VFX all’epoca rivoluzionari, ne ha portati a casa oltre 2,7 miliardi, risultando la pellicola che ha incassato di più nella storia del cinema.

Ecco perché quella che stiamo vivendo è l’epoca d’oro di Hollywood…

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